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PARIGI - Di tutti i presunti "doni finanziari" fatti ai politici, Liliane Bettencourt, anziana erede dell'Oreal al centro dello scandalo in Francia, dice di ricordarsi di un solo assegno firmato nel 2006 per Renaud Donnedieu de Vabres e di un altro, nel 2010, per l'associazione di Eric Woerth, entrambi legali in quanto non supererebbero la legittima soglia dei 7.500 euro. È quanto si legge sul sito internet del quotidiano Le Figaro, che in un articolo rivela parte dell'interrogatorio cui l'anziana signora è stata sottoposta ieri nella sua villa di Neuilly-sur-Seine.
"L'audizione - scrive il Figaro - si è svolta in due tempi" e "per circa un'ora la miliardaria è stata interrogata su sospetti di finanziamento illecito ai partiti (...) Dopo una breve pausa ha dovuto poi spiegarsi sullo status giuridico dell'isola di Arros", alle Seychelles, intestata a una misteriosa società in Liechtenstein e mai dichiarata al fisco ("Penso che sia mia ma non posso confermarlo", ha affermato la signora).
Quanto ai numerosi "regali" al partito del presidente Nicolas Sarkozy, la Bettencourt ha risposto più volte: "Non mi ricordo. Ad occuparsene era mio marito" (morto nel 2007). I soli di cui ha detto di ricordarsi sono un versamento da 7.500 euro al politico Donnedieu de Vabres, vicino all'Ump. E un altro sempre da 7.500 euro all'associazione di sostegno a Woerth. E anche sua moglie Florence Woerth "non la conosco. L'ho vista solo una volta in compagnia del marito", ha detto la Bettencourt.
Woerth è sospettato di aver intascato dai Bettencourt una tangente da 150.000 euro per la campagna presidenziale di Nicolas Sarkozy e di aver approfittato del suo potere per ottenere l'assunzione della moglie Florence nella società che gestisce gli investimenti dell'anziana signora. In cambio, l'allora ministro del Bilancio avrebbe coperto l'evasione fiscale della miliardaria.

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SDA-ATS