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Bielorussia: Kolesnikova, Kgb mi ha minacciata di morte

Maria Kolesnikova (in un'immagine dell'11 agosto) si è espressa tramite una dichiarazione pubblicata dal suo legale. KEYSTONE/AP/Sergei Grits sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 10 settembre 2020 - 12:23
(Keystone-ATS)

La dissidente bielorussa Maria Kolesnikova denuncia che gli agenti dell'Agenzia per la sicurezza dello Stato della Repubblica (Kgb) che hanno tentato di portarla in Ucraina contro la sua volontà le avevano messo un sacco in testa e minacciavano di ucciderla.

"Dicevano che se mi fossi rifiutata di lasciare volontariamente la Bielorussia, sarei stata comunque portata fuori dal paese: viva o a pezzi", afferma Kolesnikova, membro del presidium del Consiglio di coordinamento dell'opposizione bielorussa, in una dichiarazione pubblicata oggi dal suo avvocato.

Kolesnikova indica poi di aver strappato il passaporto per non essere portata all'estero.

"Minacciavano di uccidermi. Ho preso queste minacce in modo serio", ha spiegato Kolesnikova nella dichiarazione al Comitato investigativo bielorusso ripresa dall'agenzia di stampa non governativa russa Interfax. "Nello specifico - racconta la dissidente - dicevano che se mi fossi rifiutata di lasciare volontariamente il territorio della Repubblica bielorussa sarei stata portata fuori dal Paese lo stesso: viva o a pezzi. Minacciavano anche di farmi condannare a 25 anni di reclusione, di crearmi problemi nel centro detentivo e in prigione. Ho preso anche queste minacce in modo serio".

L'oppositrice, che lunedì era stata sequestrata in pieno giorno da uomini in abiti civili neri che l'avevano costretta a salire su un pulmino, racconta che dopo che si è rifiutata di lasciare il Paese è stata chiusa in una cella e tenuta lì per un'ora. "Quando sono stata detenuta illegalmente nel centro di reclusione del Kgb - sottolinea Kolesnikova - ho sfruttato ogni occasione per dire ai funzionari che passavano dalla mia cella che ero stata rapita e per chiedere loro di informare il mio avvocato e mio padre di dove mi trovassi".

Un sacco in testa

La dissidente racconta quindi che gli agenti del Kgb le hanno messo un sacco in testa e l'hanno spinta su un pullmino per raggiungere il confine con l'Ucraina, ma lei ha strappato il passaporto per impedire ai servizi segreti bielorussi di portarla all'estero contro la sua volontà. A quel punto, gli agenti l'hanno di nuovo costretta a salire sul pullmino e l'hanno portata indietro, dalle guardie di frontiera di Mozyr, dove è stata tenuta fino a ieri sera.

Secondo il controverso e contestato presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko, Kolesnikova era stata arrestata per aver tentato di uscire dal Paese illegalmente. Ora è in carcere con l'accusa di incitamento all'usurpazione del potere.

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