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Bielorussia: Onu, deterioramento situazione diritti umani

"È urgente che il governo della Bielorussia ponga fine alle continue violazioni dei diritti umani", ha affermato oggi a Ginevra l'Alto commissario Onu per i diritti umani, Michelle Bachelet (foto d'archivio) KEYSTONE/SALVATORE DI NOLFI sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 04 dicembre 2020 - 11:47
(Keystone-ATS)

Le Nazioni Unite hanno denunciato oggi il "continuo deterioramento" della situazione dei diritti umani in Bielorussia, in particolare per quanto riguarda il diritto di riunione pacifica.

"È urgente che il governo della Bielorussia ponga fine alle continue violazioni dei diritti umani", ha affermato oggi a Ginevra l'Alto commissario Onu per i diritti umani, Michelle Bachelet.

L'Alto commissario ha chiesto alle autorità bielorusse di garantire "indagini rapide, approfondite, indipendenti, trasparenti e imparziali su tutte le accuse di tortura e altre violazioni dei diritti umani, inclusa la morte di almeno quattro persone nel contesto delle proteste". Dal 9 agosto, data delle controverse elezioni presidenziali, più di 27.000 persone sono state arrestate, ha deplorato Bachelet esprimendo profonda preoccupazione per la violenza delle forze di sicurezza.

"Il nostro monitoraggio delle manifestazioni indica che, sebbene i partecipanti fossero in stragrande maggioranza pacifici, sono stati sistematicamente e nella maggior parte dei casi violentemente dispersi, nonché un uso della forza non necessario o sproporzionato, ha detto Bachelet in un intervento al Consiglio Onu per i diritti umani.

"Abbiamo anche rapporti di persone picchiate da membri delle forze di sicurezza durante e dopo il loro trasporto alle stazioni di polizia o ai centri di detenzione. Se confermati, tali incidenti costituirebbero maltrattamenti e, in alcuni casi, potrebbero equivalere a tortura", ha sottolineato l'Alto commissario. Bachelet ha espresso inoltre allarme per le numerose accuse di tortura e altri trattamenti crudeli, inumani o degradanti in custodia e ha chiesto alle autorità del Paese di rilasciare le persone illegalmente o arbitrariamente detenute.

Da quattro mesi, migliaia di persone scendono regolarmente in strada a Minsk e in altre città del Paese per chiedere le dimissioni del presidente Aleksandr Lukashenko dopo la sua contestata vittoria alle presidenziali di agosto.

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