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Philipp Kaiser, curatore dell'esposizione "Women of Venice" al padiglione svizzero della 57. Biennale di Venezia.

KEYSTONE/GAETAN BALLY

(sda-ats)

"Women of Venice". Questo il titolo della mostra al padiglione svizzero della 57esima Biennale d'arte di Venezia, che si svolgerà dal 13 maggio al 26 novembre. Il curatore Philipp Kaiser presenterà lavori di Carol Bove e della coppia Teresa Hubbard/Alexander Birchler.

L'esposizione è concepita come omaggio ad Alberto Giacometti (1901-1966), che non ha mai voluto esporre i suoi lavori nel padiglione costruito ai Giardini nel 1952 da suo fratello Bruno, come indica la fondazione Pro Helvetia sulla propria pagina internet.

Le autorità elvetiche invitarono ripetutamente lo scultore, nato a Borgonovo in val Bregaglia, a esporre a Venezia, ma i loro sforzi furono vani. Nel 1956, lo scultore, che si considerava un artista internazionale e rifiutava sistematicamente qualsiasi etichetta di appartenenza nazionale, presentò invece la sua serie di figure in gesso "Femmes de Venise" al padiglione francese nel 1956.

Con "Women of Venice", che allude alle figure di Giacometti, Kaiser lo porta infine al padiglione mediante opere realizzate da Bove e Hubbard/Birchler. I tre, afferma Pro Helvetia, si confrontano "con l'eredità e l'universo di Alberto Giacometti". La coppia di scultori svizzeri presenta, oltre a busti dello sculture, l'installazione video "Flora" incentrata sull'artista americana Flora Mayo, che fu sua amante negli anni '20.

Le opere "Femmes de Venise" rappresentano invece il punto di partenza del lavoro di Bove. In parte quale risposta all'assenza di Giacometti al padiglione svizzero, la cittadina americana nata a Ginevra ha creato un nuovo gruppo di sculture che si riferisce al tardo lavoro figurativo dell'artista.

In aggiunta ai vari contributi nazionali, la Biennale, come sempre, mostra anche una grande esposizione internazionale chiamata "Viva Arte Viva", curata da Christine Macel del Centro Pompidou di Parigi. In mostra vi saranno opere di 120 artisti provenienti da 51 paesi, tra cui quelle di Heidi Bucher (1926-1993) di Winterthur (ZH).

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SDA-ATS