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I biglietti del treno tra dieci anni costeranno tra il 15% e il 20% più cari, indica oggi il direttore dell'Ufficio federale dei trasporti (UFT) Peter Flüglistaler in un'intervista pubblicata da Le Temps. Tocca ai datori di lavoro addolcire la pillola amara per i pendolari, sostiene il capo dell'UFT.

L'aumento dell'offerta e della qualità dei trasporti pubblici rende un adeguamento dei prezzi verso l'alto inevitabile, afferma Flüglistaler, precisando che gli adattamenti interverranno a tappe.

La consigliera federale Doris Leuthard, che dirige il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC), in gennaio ha presentato la strategia del governo per finanziare le infrastrutture di trasporto. Per la ferrovia devono essere trovati 850 milioni di franchi all'anno, necessari alla gestione ma anche allo sviluppo dell'offerta.

Per il Consiglio federale, al finanziamento dovranno contribuire anche i viaggiatori: il prezzo dei titoli di trasporto entro il 2017 aumenterà del 10%, aveva annunciato la Leuthard. Tenendo conto dei "bisogni delle imprese di trasporto", l'aumento per i passeggeri sarà del 15%-20% entro il 2021, afferma oggi Flüglistaler.

"È compito dei datori di lavoro offrire la possibilità di ridurre i costi di spostamento, non dello Stato", afferma poi il direttore dell'UFT facendo riferimento alla batosta per i pendolari che utilizzano i trasporti pubblici.

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SDA-ATS