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Osama Bin Laden voleva lasciare il compound segreto in Pakistan dove si era rifugiato. Dopo anni, era stanco di vivere nel covo di Abbottabad, e lo erano anche le persone che si prendevano cura di lui.

Lo rivela una lettera scritta dallo stesso leader di al Qaeda e resa nota assieme a numerosi altri suoi documenti e file digitali dall'Ufficio del direttore della National Intelligence Usa.

Nella missiva Bin Laden esprimeva la sua frustrazione per il senso di isolamento e meditava di andarsene. Una decisione che se fosse stata messa in atto, come scrive il Washington Post, avrebbe potuto cambiare il corso della storia post 11 settembre.

"Penso che dovrò lasciarli", scrive Bin Laden alla sua terza moglie Khairiyah, riferendosi ai due fratelli pakistani che gli davano rifugio. "Ma ci vorranno dei mesi prima di trovare un altro posto", aggiunge, notando che però poi "i membri della famiglia possano unirsi a noi".

Bin Laden descrive poi la sempre più difficile convivenza con Abu Ahmed al-Kuwaiti e suo fratello, che erano incaricati di proteggerlo, e con le loro famiglie.

"Sono sempre più esausti" "e anche io di stare con loro e tutto ciò che ne consegue". Poco meno di sei mesi dopo, il capo di al Qaeda fu ucciso nel raid dei Navy Seal, la notte del primo maggio 2011. La moglie Khairiyah, invece, fu consegnata alle autorità' pakistane. E ora, quattro anni dopo, l'Intelligence Usa sta iniziando a diffondere la sua corrispondenza e altri documenti trovati nel covo di Abbottabad, dopo averli setacciati e verificati in ogni modo.

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SDA-ATS