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La giunta militare birmana ha minacciato, per la prima volta dalla sua liberazione lo scorso novembre, la leader dell'opposizione Aung San Suu Kyi di una "fine tragica" se lei e il suo partito "continueranno a sostenere le sanzioni occidentali contro il regime".

In un editoriale apparso sul quotidiano ufficiale della giunta, "New Light of Myanmar, San Suu Kyi viene fortemente criticata per un comunicato pubblicato la settimana scorsa dal suo partito, la Lega nazionale per la democrazia, in cui si proponeva di discutere con l'occidente le sanzioni economiche e di porre le condizioni necessarie per un "cambiamento".

"Se la signora Suu Kyi e il suo partito continueranno ad ignorare che la Birmania di oggi procede verso una nuova era, un nuovo sistema e dei nuovi programmi politici che aprono la strada alla democrazia, troveranno una fine tragica", era scritto nell'editoriale pubblicato ieri. L'8 febbraio scorso la Lega nazionale per la democrazia aveva proposto di "discutere con gli Stati Uniti, l'Unione europea, il Canada e l'Australia per raggiungere un accordo su quando, come e in quali circostanze modificare le sanzioni".

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SDA-ATS