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Tre funzionari dell'Onu si sono recati in visita in Birmania nello stato del Rackhine, da cui sono in fuga i musulmani Rohingya, dichiarando che il livello della sofferenza è "inimmaginabile".

Intanto, mentre cresce la rabbia internazionale per la campagna militare contro i Rohingya che l'Onu ha definito "pulizia etnica", il consigliere per la sicurezza nazionale birmana, Thaung Tun, ha lanciato un appello perché alla "giovane democrazia" nel paese sia data "una possibilità di sopravvivere".

Tun la settimana scorsa ha partecipato al Consiglio di Sicurezza Onu sulla Birmania, negando che sia in corso una pulizia etnica.

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SDA-ATS