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La Birmania ha annunciato oggi un'amnistia di prigionieri anche dell'opposizione, mentre il presidente Thein Sein ha promesso che non ci saranno più detenuti politici entro la fine del 2013.

Thein Sein ha parlato di "riconciliazione nazionale" e in un messaggio letto alla televisione e alla radio ha detto che "entro il 31 dicembre 2013", "tutti i prigionieri condannati saranno amnistiati e rilasciati" nei casi di condanne per "associazione illegale", "alto tradimento" e "diffamazione", accuse finora usate soprattutto contro gli oppositori.

L'amnistia riguarda anche le persone incarcerate nell'ambito della legge draconiana contro il diritto a manifestare. Dal marzo 2011 il regime birmano ha liberato a più riprese centinaio di oppositori, monaci, giornalisti e avvocati. L'ultima amnistia è di settembre, quando vennero rilasciati 44 prigionieri "politici".

Quella annunciata oggi è comunque, secondo responsabili di organizzazioni umanitarie, una decisione storica anche se alcuni sottolineano il fatto che le aperture fatte da Thein Sein negli ultimi due anni hanno permesso la revoca di quasi tutte le sanzioni imposte dall'occidente.

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SDA-ATS