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Il Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi (foto d'archivio).

KEYSTONE/EPA/HEIN HTET

(sda-ats)

La "Lega nazionale per la democrazia" (Nld) di Aung San Suu Kyi ha conquistato otto dei 12 seggi parlamentari in palio nelle elezioni suppletive tenutesi ieri in Birmania.

Il voto evidenzia un massiccio consenso ma anche un indebolimento dell'Nld nelle aree popolate da minoranze etniche, nonché una crescente disaffezione popolare.

I risultati ufficiali, annunciati poco fa dalla Commissione elettorale, mostrano come l'Nld ha vinto solo uno dei sette seggi in palio nei parlamenti regionali, dove i partiti espressione dei gruppi etnici locali hanno visto crescere il loro elettorato.

Il voto - resosi necessario per rimpiazzare alcuni deputati diventati ministri - era il primo ritorno alle urne dal trionfo elettorale del novembre 2015, grazie al quale il partito di Suu Kyi domina le due camere del Parlamento nonostante il 25 per cento di seggi assegnato ai militari dalla Costituzione del 2008.

L'Nld ha sofferto una preoccupante battuta di arresto nello stato meridionale Mon, dove l'anno scorso aveva vinto nettamente. Nel voto di ieri, il seggio in palio è andato al Partito unione solidarietà e sviluppo, appoggiato dall'esercito.

In un anno al governo da "consigliere di stato" dietro al premier Htin Kyaw, Suu Kyi ha speso gran parte del suo capitale politico nel tentativo di promuovere un processo di pace per porre fine ai tanti conflitti tra l'esercito e le milizie etniche che si trascinano in alcuni casi fin dall'indipendenza. Tuttavia, le trattative hanno presto perso slancio, con i partiti etnici che ripongono scarsa fiducia nell'Nld dominato dalla maggioranza Bamar.

Nel frattempo, i propositi di riforme in campo economico sembrano anche essersi arenati. L'economia del Paese rimane in mano a potenti uomini d'affari legati all'esercito, e gli investimenti stranieri sono calati del 30 per cento nell'ultimo anno.

SDA-ATS

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