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La Banca nazionale svizzera (BNS) ha conseguito nei primi tre mesi del 2014 un utile di 4,4 miliardi di franchi, in forte calo rispetto agli 11,11 miliardi del primo trimestre 2013, anno che si era però concluso con una perdita netta di 9,1 miliardi.

Tra gennaio e marzo, i guadagni realizzati sulle posizioni in valute estere si sono attestati a 1,7 miliardi di franchi, a fronte degli 11,18 miliardi del corrispondente periodo del 2013, mentre l'utile sulle posizioni in franchi è ammontato a 77,6 milioni (-21 milioni nei primi tre mesi 2013).

L'oro ha generato un plusvalore di 2,6 miliardi di franchi, contro una minusvalenza di 54,7 milioni registrata nello stesso periodo dello scorso anno. Un chilogrammo di metallo giallo costava a fine marzo 36'728 franchi, contro i 34'195 di fine 2013, con una progressione del 7,4%.

Il risultato della BNS dipende essenzialmente dall'evoluzione dei mercato dell'oro, dei cambi e dei capitali e non è quindi possibile ricavare tendenze per l'insieme dell'esercizio. L'istituto è inoltre tenuto a costituire riserve sufficienti a sostegno della sua politica monetaria.

Lo scorso marzo la BNS aveva confermato le cifre relative al 2013 e la relativa perdita di 9,1 miliardi. Niente dividendi, quindi, per i cantoni, che si sono visti privare di entrate per 667 milioni di franchi, e nemmeno per la Confederazione, che dovrà rinunciare a 333 milioni.

SDA-ATS