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BNS subirà una perdita di 30 miliardi nel primo trimestre, dice UBS

Dopo l'utile record del 2019 si annuncia una perdita consistente. KEYSTONE/ANTHONY ANEX sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 21 aprile 2020 - 14:11
(Keystone-ATS)

La Banca nazionale svizzera (BNS) presenterà una perdita di circa 30 miliardi di franchi nel primo trimestre del 2020. Lo prevedono gli economisti di UBS, secondo i quali i versamenti a Confederazione e cantoni non sono però in pericolo.

La BNS presenterà i dati giovedì, ricordano gli specialisti in un bollettino odierno. I conti rifletteranno il crollo dei mercati azionari e il rafforzamento del franco, fattori che avranno entrambi un impatto negativo sul risultato. Avrà invece un influsso positivo l'andamento del corso dell'oro.

Nonostante l'ingente disavanzo trimestrale la banca centrale continuerà comunque a disporre di importanti riserve. Il capitale proprio dovrebbe essere sceso da 167 a 137 miliardi: il portafoglio in valuta estera e le disponibilità in oro presentano quindi ancora una quota di mezzi propri pari a quasi il 17%.

Le riserve per la distribuzione degli utili a fine 2019 ammontavano a 84 miliardi: nonostante la perdita preventivata di 30 miliardi si rimarrà quindi ancora lontani dalla soglia dei 20 miliardi in cui scatterebbero versamenti più contenuti agli enti pubblici.

Gli esperti di UBS ampliano comunque lo sguardo anche ad altro, sottolineando come in brevissimo tempo la crisi del coronavirus ha modificato in modo sostanziale le prospettive finanziarie del settore pubblico: gli stimoli economici, i pacchetti di salvataggio e il calo del gettito fiscale porteranno a loro avviso a un significativo aumento del debito. La lotta politica si farà più serrata e con essa aumenteranno le richieste alla BNS di versare contributi maggiori.

Secondo UBS la BNS ha ancora margine di manovra per aumentare i versamenti e, tenuto conto di quella che si presenta come la più profonda recessione degli ultimi 40 anni, dovrebbe sfruttare questo potenziale. Tuttavia per gli analisti della maggiore banca svizzera in gioco vi sono in questo caso importi miliardari a una sola cifra, ben lungi dall'essere sufficienti per salvare ad esempio interi settori dell'economia o per ristrutturare la previdenza per la vecchiaia.

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