Il Tribunale costituzionale plurinazionale (Tcp) boliviano ha approvato l'estensione del mandato degli organi legislativo ed esecutivo fino a quando non si saranno insediate le nuove autorità designate attraverso le elezioni generali del 3 maggio.

In una decisione all'unanimità il Tcp ha sottolineato che per gestire l'attuale situazione eccezionale - un possibile vuoto istituzionale fra la scadenza dell'attuale mandato di presidente della repubblica e parlamento il 22 gennaio e il voto di maggio - si deve rispettare l'articolo 12, secondo comma, della Costituzione boliviana. Esso stabilisce in particolare che gli organi legislativo, esecutivo, giudiziario ed elettorale "non possono essere riuniti in un solo organo, né sono delegabili fra di loro".

Il parere della Corte costituzionale era stato richiesto all'inizio di gennaio dalla presidente del Senato, Eva Copa, in virtù del dibattito parlamentare sulla "Legge di estensione del mandato delle autorità elette", in base a cui si dispone l'estensione eccezionale dei mandati della presidente ad interim Jeanine Anez, dei due rami del parlamento e degli organi regionali e subregionali.

In seguito all'annullamento dei risultati delle elezioni del 20 ottobre scorso e alle dimissioni del presidente Evo Morales, attualmente in Argentina, la Bolivia si trova in una fase di transizione istituzionale, con un capo dello Stato e un governo ad interim, che ora potrà restare in carica fino all'insediamento delle nuove autorità che emergeranno dalle elezioni di maggio.

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