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Bolivia: protesta più dura, assemblee chiedono nuove elezioni

Vive proteste a La Paz (foto rappresentativa) KEYSTONE/AP/JUAN KARITA sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 01 novembre 2019 - 12:48
(Keystone-ATS)

Aumenta la tensione in Bolivia dove ieri si sono tenute assemblee popolari ('cabildo') a La Paz e in altre cinque città, per chiedere nuove elezioni generali, e l'abbandono del potere da parte del presidente Evo Morales, vincitore contestato del voto del 20 ottobre.

I media boliviani segnalano un forte inasprimento della posizione dei comitati civici, che ora respingono radicalmente il risultato elettorale, negano valore alla verifica integrale dei risultati da parte dell'Organizzazione degli Stati americani (Osa) e chiedono un nuovo voto "senza Morales" e, novità, "senza anche Carlos Mesa", il candidato oppositore che si batteva per la realizzazione di un ballottaggio.

Il più importante 'cabildo' è avvenuto nella capitale dove, dopo l'approvazione di una dura mozione antigovernativa, si sono avuti per due ore incidenti con le forze dell'ordine.

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