Nelle grandi banche sta nascendo una nuova aristocrazia dei bonus: lo sostiene la NZZ am Sonntag, che mette in luce come le gratifiche siano diminuite per la gran parte dei dipendenti, mentre sono aumentate per i top manager.

La crisi finanziaria ha portato gli istituti non solo a ridurre il personale, bensì anche a tagliare i compensi: in media i bancari ricevono un bonus di 25'000 franchi, il 38% in meno del 2008, afferma il domenicale sulla base delle cifre sui rilevamenti dei salari.

Nel contempo però nelle banche continuano a esserci persone che incassano milioni, i cosiddetti "Key Risk Takers": presso UBS 675 dipendenti ricevono 1,2 miliardi, pari a un quarto di tutti i bonus, in media 1,8 milioni a testa. In seno a Credit Suisse questi top manager sono oltre 1000, il doppio di quanto fossero sei anni or sono.

Le gratifiche aumentano o rimangono stabili anche se i corsi delle azioni delle rispettive società crollano, come è stato il caso nel 2018 per le due banche, che hanno visto i loro titoli perdere un terzo del loro valore.

Emblematico è il caso del presidente della direzione di UBS Sergio Ermotti, che nel 2018 ha incassato 14,1 milioni di franchi, praticamente lo stesso dei 14,2 milioni dell'anno precedente. Si tratta di un importo che un ticinese medio (salario mediano mensile 5563 franchi) guadagna in 213 anni di lavoro.

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