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Borreliosi: meno casi nel 2009, ma la prudenza rimane elevata

(Keystone-ATS) BERNA – I casi di borreliosi, malattia di origine batterica trasmessa dalle zecche, sembrano in diminuzione nel 2009. Secondo l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), lo scorso anno ne sono stati annunciati 8’900, 3’000 in meno rispetto al 2008. Il virus rimane tuttavia molto diffuso. Non si segnalano casi a sud delle Alpi.
Per evitare il rischio di infezione l’UFSP raccomanda alcune misure preventive: durante una passeggiata in foresta, si suggerisce di portare abiti ben chiusi ai polsi e alle caviglie; occorre inoltre applicare repellenti sulla pelle e sugli abiti; infine, si invita a rimanere il più possibile sui sentieri ed evitare di camminare nell’erba alta e tra i cespugli.
Non esiste alcun vaccino contro la borreliosi. Tale malattia va trattata con antibiotici per un periodo di due-quattro settimane. Le zecche trasmettono altri virus, quali l’encefalite virale o la meningoencefalite.
Per aiutare i medici a meglio sorvegliare l’epidemiologia, l’UFSP ha istituito un Centro nazionale di riferimento per le malattie trasmesse dalle zecche, che ha sede all’Università di Neuchâtel.

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