La borsa svizzera sta accentuando le perdite nel corso della prima seduta settimanale. Alle 11:15 circa l'indice principale SMI retrocede dell'1,04% a 8736.65 punti, quello allargato SPI dello 0,91% a 10'199.59 punti.

Il listino zurighese si allinea alle principali piazze europee, preoccupate dall'aumento del surplus commerciale della Cina con gli Stati Uniti. Il dato è salito alla cifra record di 323,3 miliardi di dollari, ha annunciato oggi Pechino.

Gli investitori sono anche sulle spine per il voto del parlamento britannico sulla Brexit, previsto per domani. Oggi è invece attesa la produzione industriale di novembre nell'Eurozona.

Sul fronte svizzero la giornata non offre grandi spunti di rilievo. Tra le blue chip, nessuna si smarca dal segno meno. Julius Bär, che oggi ha proposto l'elezione a presidente del proprio consiglio di amministrazione dell'attuale numero uno di SIX Romeo Lacher, cede l'1,76%. Poco meglio gli altri bancari UBS (-1,51%) e Credit Suisse (-1,50%).

Limitano i danni gli assicurativi Swiss Life (-0,25%) e Swiss Re (-0,47%), inseguite da Zurich Insurance (-0,82%). Arrancano i pesi massimi difensivi Roche (-0,70%), Nestlé (-0,74%) e Novartis (-1,31%), mentre nel settore del lusso Richemont (-1,36%) è più in difficoltà di Swatch (-0,81%).

Particolarmente grigio l'avvio di settimana di Geberit, il cui titolo è attualmente il peggiore (-3,22%). Le azioni del produttore sangallese di impianti sanitari, scambiate a 360.70 franchi, non raggiungevano un valore così basso dal 2016. Pesa in particolare una raccomandazione negativa di UBS, che fa il paio con quella Goldman Sachs giunta di recente.

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