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Apertura in forte ribasso per la borsa svizzera, che come le altre piazze sta soffrendo per il calo del prezzo del petrolio. Alle 09.15 l'indice dei valori guida SMI segnava 8070,66 punti, in flessione dell'1,86% rispetto a ieri.

Il listino globale SPI perdeva l'1,93% a 8316,11 punti. Il barile di petrolio è tornato a scendere sotto 28 dollari, sulla scia della rimozione delle sanzioni all'Iran. Questo ha fatto scattare gli ordini di vendita sulle borse asiatiche, Tokyo in primis (Nikkei -3,71% a 16'416,19 punti).

La seduta positiva di ieri sembra quindi assumere il carattere di un mero rimbalzo tecnico, all'interno di una tendenza di fondo che rimane al ribasso. Sul fronte interno la stagione dei risultati aziendali dalle bluse chip è stata avviata da SGS (+0,49%), unico titolo positivo. Sotto pressione sono invece Transocean (-4,49%), Julius Bär (-3,20%) e Richemont (-2,98%).

Anche le altre piazze europee hanno avviato le contrattazioni molto deboli: nel dettaglio vanno segnalate Francoforte (Dax -2,42% a 9430,13 punti), Parigi (Cac 40 -2,36% a 4171,43 punti), Londra (Ftse-100 -1,98% a 5760,42 punti) e Milano (Ftse Mib -2,80% a 18'350 punti).

Intanto Wall Street ha chiuso ieri contrastata (Dow Jones +0,17% a 16'016,02 punti, Nasdaq -0,26% a 4476,95 punti).

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SDA-ATS