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La borsa svizzera ha azzerato i pur timidi guadagni iniziali: alle 11.15 l'indice dei valori guida SMI segnava 8293,43 punti, in flessione dello 0,13% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI scendeva dello 0,05% a 9064,35 punti.

L'atmosfera generale viene definita come orientata alla prudenza. Le incognite relative all'entrata in carica del nuovo presidente americano Donald Trump e il discorso sulla Brexit tenuto ieri dalla premier britannica Theresa May favoriscono un atteggiamento attendista da parte degli investitori.

Nuovi impulsi sono attesi nel pomeriggio con la pubblicazione negli Stati Uniti di alcuni dati macroeconomici. La Federal Reserve diffonderà inoltre in serata in Beige Book, il rapporto sulla congiuntura americana.

Per quanto riguarda i singoli titoli sotto pressione sono i bancari UBS (-1,71%), Credit Suisse (-2,74%) e Julius Bär (-1,13%): dopo l'ottimo inizio d'anno la tentazione di realizzare i guadagni è forte. Inoltre vi sono timori riguardo a possibili cause di risarcimento private negli Usa per la manipolazione dei tassi libor. Le vendite del comparto finanziario interessano anche gli assicurativi Zurich (-0,50%), Swiss Life (-0,75%) e Swiss Re (-0,91%).

Fra i valori valori più sensibili ai cicli economici si difende bene Geberit (+0,26%), già protagonista della giornata di ieri, mentre male orientati sono Adecco (-1,07%), ABB (-2,08%) - il CEO Ulrich Spiesshofer ha parlato del 2017 come di un anno di transizione per il suo gruppo - e LafargeHolcim (-2,30%). Nel segmento del lusso non brillano né Swatch (-0,26%), né Richemont (-0,98%).

Forniscono un importante traino al listino i pesi massimi difensivi Nestlé (+0,55%) e Novartis (+0,91%), mentre si defila Roche (+0,04%).

Nel mercato allargato si sta mettendo in luce Panalpina (+1,98%), grazie a una raccomandazione di Kepler Cheuvreux. Emmi (invariata) ha annunciato un'acquisizione in Italia.

SDA-ATS

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