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Borsa svizzera: chiude al ribasso, SMI -0,15%

Questo contenuto è stato pubblicato il 04 novembre 2011 - 17:48
(Keystone-ATS)

La borsa svizzera ha chiuso la settimana con una seduta al ribasso: l'indice dei valori guida SMI ha terminato a 5659,83 punti (-0,15% rispetto a ieri), mentre il listino globale SPI ha perso lo 0,16% a 5153,65 punti.

La mattinata era partita bene, sulla scia dell'abbandono del progetto di referendum in Grecia. Ma il clima di incertezza relativo alla crisi del debito è rimasto immutato: "Siamo molto lontani da una soluzione dei problemi", ha commentato un operatore interpellato dalla Reuters.

In un'atmosfera che, con il passare delle ore, si faceva sempre più nervosa hanno pesato anche le dichiarazioni della cancelliera tedesca Angela Merkel, che ha ravvisato scarso interesse all'interno del G20 per una partecipazione al fondo salva-stati. Molti operatori hanno quindi optato per chiudere le loro posizioni, volendo evitare di essere colti di sorpresa nel fine settimana da cattive novità sul fronte ellenico.

Tutte le piazze europee hanno così ricominciato a perdere terreno, anche in seguito all'apertura debole di Wall Strett, che ha mal digerito gli ultimi dati sul mercato del lavoro Usa: il tasso di disoccupazione è sì sceso, ma nel contempo in ottobre sono stati creati meno impieghi di quanto fosse nelle previsioni.

A Zurigo dopo una buona partenza sono scivolati in rosso i bancari UBS (-0,09% a 10,90 franchi), Credit Suisse (-1,40% a 23,18 franchi) e Julius Bär (-1,87% a 33,50 franchi), come pure gli assicurativi Swiss Re (-1,73% a 48,15 franchi) - ieri sugli scudi - e Zurich (-0,20% a 200,50 franchi).

Fra i titoli maggiormente legati alla congiuntura nonostante l'avvio promettente si è sgonfiata ABB (-0,36% a 16,62 franchi), che ha reso noti oggi ambiziosi obiettivi per gli anni fino al 2015. In calo hanno terminato anche Holcim (-1,40% a 52,90 franchi) e Adecco (-0,46% a 40,86 franchi).

Sotto pressione è stato anche il segmento del lusso, con Swatch (-0,22% a 367,00 franchi) comunque un passo davanti a Richemont (-2,26% a 48,09 franchi): il gruppo ginevrino presenterà i risultati semestrali la settimana prossima. Hanno offerto per contro almeno in parte una certa resistenza alla corrente generale i difensivi Nestlé (-0,10% a 50,95 franchi), Novartis (+0,32% a 49,72 franchi) e Roche (+0,35% a 143,50 franchi).

Nel mercato allargato sorvegliate speciali erano Alpiq (-1,51% a 176,50 franchi), dopo l'annuncio di una ristrutturazione, e StarragHeckert (-5,28% a 59,15 franchi), che ha pubblicato dati dopo nove mesi inferiori alle previsioni degli analisti.

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