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Seduta poco movimentata oggi alla borsa di Zurigo, che dopo aver a lungo marciato sul posto ha chiuso contrastata scontando la debolezza dei suoi valori difensivi. L'indice dei valori guida SMI ha terminato a 8411,43 punti (-0,14% rispetto a ieri), mentre il listino globale SPI ha guadagnato lo 0,01% a 8189,58 punti.

Dopo le nette perdite di lunedì e il rimbalzo di martedì il mercato è sembrato volersi stabilizzare intorno a quota 8400, complice la mancanza di stimoli sia interni che esterni.

L'atmosfera generale è di cautela, in attesa di conoscere gli ultimi sviluppi sia in materia di risultati aziendali - Alcoa ha dato ieri il via alle danze ieri negli Usa, mentre fra le blue chip elvetiche i primi passi toccheranno venerdì a Givaudan (+1,30% a 1398,00 franchi) - che di politica monetaria.

A quest'ultimo proposito vi è grande interesse per la pubblicazione, stasera, dei verbali dell'ultima riunione della Federal Reserve. Tutto questo mentre sullo sfondo pesa anche la geopolitica: il fattore di rischio in questo caso risponde una volta ancora al nome Ucraina.

In Svizzera oggi sono mancate le notizie di rilievo e le variazioni di corso si sono perciò rivelate in gran parte frazionali. Sotto pressione è rimasta solo Swisscom (-3,19% a 515,50 franchi), che da oggi era scambiata senza la cedola del dividendo. Hanno influito negativamente sul listino anche i pesi massimi Novartis (-0,27% a 73,50 franchi) e Roche (-0,62% a 255,60 franchi), mentre ferma si è mostrata Nestlé (invariata a 68,40 franchi),

In ordine sparso si sono mossi - probabilmente anche grazie alle manovre di posizionamento degli investitori in vista dei trimestrali - i valori maggiormente sensibili ai cicli economici come ABB (-0,04% a 22,86 franchi), Geberit (+0,81% a 284,50 franchi), Holcim (+1,43% a 81,50 franchi) e Adecco (-0,41% a 72,15 franchi).

Nel segmento del lusso Richemont (+0,94% a 85,85 franchi) è apparsa più tonica di Swatch (+0,18% a 547,00 franchi). Actelion (+0,77% a 85,25 franchi) ha approfittato del recupero dei titoli biotecnologici americani.

Fra i bancari UBS (+0,11% a 18,09 franchi) si è comportata meglio di Credit Suisse (-0,42% a 28,53 franchi), penalizzata da un cambiamento di raccomandazione di JPMorgan. Il CEO di Julius Bär (+0,37% a 41,10 franchi) Boris Collardi si è detto fiducioso di risolvere in tempi prevedibili la vertenza fiscale negli Usa. Non hanno presentato un orientamento unitario gli assicurativi Swiss Re (+1,28% a 83,40 franchi) e Zurich (-0,16% a 253,60 franchi).

Per chiudere interamente il quadro SMI vanno infine citate SGS (+0,37% a 2188,00 franchi), Syngenta (-1,42% a 333,70 franchi) e Transocean (-1,30% a 36,49 franchi).

Nel mercato allargato si è risollevata dai minimi di seduta Valartis (-2,05% a 21,50 franchi), in difficoltà dopo aver corretto fortemente al ribasso l'utile 2013.

SDA-ATS