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ZURIGO - Inizio di settimana in netto rialzo per la borsa svizzera, che - come le altre piazze europee e, in seguito, Wall Street - ha accolto con favore il piano da 750 miliardi di euro deciso in seno all'UE per aiutare i paesi della moneta unica in difficoltà. L'indice dei valori guida SMI ha terminato a 6481,95 punti (+4,45% rispetto a venerdì), mentre il listino globale SPI ha guadagnato il 4,25% a 5720,34 punti.
Le decisioni prese nella notte fra domenica e lunedì hanno quindi avuto l'agognato effetto positivo sui mercati: Madrid e Atene hanno veleggiato oltre il 10%, Milano e Lisbona poco sotto. Secondo gli analisti della Banca cantonale di Zurigo, il piano non ha quindi mancato l'obiettivo di corto termine di stabilizzare le piazze finanziarie, ma i problemi di indebitamento sul lungo periodo rimangono irrisolti. L'acquisto di titoli di stato da parte delle banche centrali mette inoltre in dubbio la loro credibilità e favorisce il potenziale di inflazione.
Per il momento, però, dopo la paura della settimana scorsa, gli operatori si sono lasciati andare all'euforia. Sugli scudi, dopo le pesanti perdite subite nelle ultime sedute, sono stati soprattutto i titoli bancari UBS (+9,27% a 16,50 franchi), Credit Suisse (+8,65% a 48,35 franchi) e Julius Bär (+5,49% a 34,00 franchi), come pure gli assicurativi Swiss Re (+10,01% a 48,35 franchi), Zurich (+6,91% a 241,40 franchi) e Swiss Life (+7,71% a 127,10 franchi).
Si sono però mossi bene anche i titoli maggiormente esposti alla congiuntura, quali ABB (+5,25% a 20,65 franchi), Holcim (+4,64% a 77,85) e Adecco (+6,76% a 60,80 franchi), come pure il comparto del lusso, con Richemont (+8,02% a 39,74 franchi) un passo davanti a Swatch (+5,66% a 313,80 franchi). Più contenuti, ma sempre apprezzabili, sono risultati i guadagni dei difensivi Nestlé (+2,59% a 51,50 franchi), Novartis (+3,65% a 54,00 franchi) e Roche (+1,79% a 165,00 franchi). Nel finale di seduta anche Swisscom (+1,94% a 368,60 franchi) si è spostata dai blocchi di partenza.

SDA-ATS