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Pur frenando nel finale la borsa svizzera ha chiuso in rialzo la prima seduta dopo il lungamente atteso intervento della Fed: l'indice dei valori guida SMI ha terminato a 8656,30 punti, in progressione dello 0,61% rispetto a ieri.

Il listino globale SPI ha pure guadagnato lo 0,61%, attestandosi a 8928,38 punti.

Ampiamente previsto, il primo rialzo dei tassi praticato dalla Federal Reserve da sette anni a questa parte è stato accolto come un segnale positivo riguardo alla salute dell'economia americana. Le comunicazioni dell'istituto di Janet Yellen contribuiscono inoltre a diminuire i fattori di incertezza, ciò che si è tradotto anche in un marcato calo dell'indice di volatilità.

"Potrebbe essere l'inizio di un rally di fine anno", ha commentato un operatore. In mattinata lo SMI è arrivato a guadagnare circa il 2%, ma con il trascorrere delle ore e dopo l'avvio negativo di Wall Street l'ottimismo è andato un po' stemperandosi. Secondo gli esperti sono scattati qua e là i realizzi di guadagno.

A beneficiare del nuovo quadro di politica monetaria sono stati in particolare i titoli finanziari quali UBS (+2,63% a 19,13 franchi), Julius Bär (+3,49% a 46,25 franchi) - che ha annunciato cambiamenti nelle sue strutture e la creazione di una divisione orientata ai super-ricchi - e Credit Suisse (+1,49% a 21,18 franchi). Molti investitori sperano infatti che le banche possano aumentare i margini. Più contenuti sono risultati i guadagni degli assicurativi Swiss Re (+1,49% a 98,50 franchi) e Zurich (+0,64% a 251,00 franchi).

Fra i titoli maggiormente dipendenti dai cicli economici bene orientati sono rimasti per tutta la giornata ABB (+0,79% a 17,77 franchi) e Adecco (+0,60% a 67,50 franchi), mentre Geberit (-0,09% a 336,20 franchi) e LafargeHolcim (-0,68% a 49,58 franchi) hanno perso colpi nelle ultime battute. Nel segmento del lusso Swatch (-0,81% a 341,20 franchi) e Richemont (-0,14% a 71,95 franchi) sono scivolate all'indietro.

Hanno contribuito a sostenere il listino i pesi massimi difensivi Nestlé (+0,48% a 73,55 franchi), Novartis (+0,83% a 85,20 franchi) e - in misura minore - Roche (+0,11% a 270,10 franchi). In controtendenza si sono invece mossi Transocean (-2,27% a 12,93 franchi), che ha sofferto per il calo del prezzo del petrolio, e Syngenta (-0,77% a 371,30 franchi).

Lo scacchiere delle blue chip va completato con Actelion (-0,15% a 136,00 franchi), Givaudan (+0,11% a 1808,00 franchi), SGS (+0,27% a 1869,00 franchi) e Swisscom (+1,29% a 494,80 franchi).

Nel mercato allargato balzo di Micronas (+59,35% a 7,33 franchi), dopo l'offerta di acquisto della giapponese TDK, che propone 7,50 franchi per azione. Un prezzo più che interessante, commentano gli analisti.

In evidenza anche Myriad (+4,40% a 2,61 franchi), dopo che l'importante azionista Patinex ha annunciato che proporrà una clausola di opting-out nella prossima assemblea. La prospettiva di incentivi fiscali negli Usa per gli impianti solari ha messo le ali a Meyer Burger (+5,73% a 5,90 franchi).

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SDA-ATS