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Seduta positiva per la borsa svizzera, la prima della settimana: l'indice dei valori guida SMI ha chiuso a 8852,43 punti, in progressione dell'1,01% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI ha guadagnato lo 0,88% a 8971,81 punti.

Dopo tre giornate consecutive in calo il mercato è apparso in ripresa, favorito anche da segnali di compromesso che giungono dal fronte greco. I mercati hanno accolto con favore il fatto che Atene chieda ufficialmente prestiti triennali al fondo salvastati Esm. Non vi sono comunque ancora decisioni concrete e la situazione è fluida.

Stanno intanto facendo parecchio discutere gli ultimi sviluppi delle piazze cinesi: il panico ha ormai contagiato anche Hong Kong, che ha terminato in flessione del 5,8%, vivendo in giornata punte di ribasso dell'8%. Si teme un effetto contagio in Europa e negli Usa, ha spiegato un operatore.

Proprio dagli Stati Uniti - ma ormai in serata - potrebbero arrivare impulsi interessanti per orientare i corsi: saranno infatti pubblicati i resoconti dell'ultima seduta della Federal Reserve e prenderà il via una nuova stagione dei risultati semestrali, che sarà avviata come da tradizione dal gigante dell'alluminio Alcoa.

Sul fronte interno gli occhi erano puntati su Novartis (+2,06% a 94,30 franchi), dopo il via libera sorprendentemente rapido negli Stati Uniti al suo medicinale Entresto, che stando agli analisti ha un enorme potenziale. Buona anche la performance di Roche (+1,84% a 265,00 franchi) e del terzo principale titolo farmaceutico, Actelion (+2,09% a 136,80 franchi). Con il passare delle ore ha guadagnato terreno anche Nestlé (+0,80% a 69,15 franchi).

Nel segmento del lusso Swatch (+0,79% a 358,80 franchi) dopo una prima parte difficile ha concluso in positivo, mentre il rimbalzo non è riuscito a Richemont (-0,27% a 73,45 franchi): il comparto sta ultimamente soffrendo per il crollo del mercato azionario in Cina.

Holcim (+1,46% a 69,65 franchi) ha preso atto del successo in Francia dell'offerta pubblica di scambio con Lafarge. Bene orientati sono stati anche altri valori particolarmente sensibili alla congiuntura come ABB (+0,74% a 19,15 franchi), Adecco (+0,75% a 73,55 franchi) e Geberit (+0,82% a 306,40 franchi). Ancora più tonica si è rivelata Transocean (+4,20% a 14,39 franchi), che ha beneficiato dell'aumento del prezzo del petrolio e di un miglioramento delle prospettive generali.

Difficoltà sono invece state segnalate per i bancari UBS (-0,61% a 19,59 franchi) e Credit Suisse (-0,88% a 26,01 franchi), mentre Julius Bär (+0,89% a 50,95 franchi) si è smarcata nettamente. In linea con il listino si sono mossi gli assicurativi Swiss Re (+0,55% a 82,45 franchi) e Zurich (+0,96% a 284,30 franchi).

Il quadro delle blue chip va completato con Givaudan (-0,81% a 1593,00 franchi), SGS (+1,83% a 1666,00 franchi), Swisscom (+0,58% a 523,50 franchi) e Syngenta (-1,65% a 382,60 franchi).

Nel mercato allargato l'attenzione era concentrata su Barry Callebaut (-0,29% a 1049,00 franchi), che ha informato sull'andamento degli affari nei primi nove mesi del suo esercizio. Meyer Burger (-4,18% a 8,20 franchi) ha seguito la tendenza negativa che interessa attualmente negli Usa i titoli del settore solare.

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SDA-ATS