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Borsa svizzera: chiude in rialzo, SMI +1,08%

Questo contenuto è stato pubblicato il 16 dicembre 2019 - 17:42
(Keystone-ATS)

La borsa svizzera avvia l'ultima settimana completa dell'anno con una seduta in rialzo e ai massimi di sempre: l'indice dei valori guida SMI ha terminato a 10'541,67 punti, in progressione dell'1,08% rispetto a venerdì.

Il listino globale SPI ha guadagnato l'1,02% a 12'743,81 punti.

Fra gli investitori la propensione al rischio è sembrata farsi più forte: l'intesa preliminare raggiunta da Stati Uniti e Cina sul fronte dei dazi e l'esito delle elezioni nel Regno Unito cancellano due fattori di incertezza che pesavano sui corsi. Il clima non è però di euforia: molti ricordano ancora bene il crollo registrato nel dicembre 2018.

La raffica di dati congiunturali - non sempre positivi - diffusi oggi, fra cui spicca il calo della fiducia dei manager del settore manifatturiero in Francia e in Germania, non ha comunque scalfito l'ottimismo di fondo. Sulla scia del buon andamento di altre piazze continentali, l'SMI è quindi ripartito a caccia di nuovi primati toccando un nuovo record inter day di 10'562,81 punti.

Per quanto riguarda i singoli titoli fin da subito ispirati sono apparsi i bancari UBS (+1,91% a 12,30 franchi) e Credit Suisse (+2,10% a 13,40 franchi): il settore vede allontanarsi la prospettiva di un ulteriore abbassamento dei tassi globali. Non troppo distanti hanno chiuso anche gli assicurativi Zurich (+0,94% a 397,80 franchi), Swiss Life (+0,96% a 493,10 franchi) e Swiss Re (+0,93% a 108,85 franchi).

Tutti positivi si sono rivelati anche i valori più sensibili alla congiuntura quali ABB (+1,16% a 23,54 franchi), Adecco (+1,36% a 62,46 franchi), Geberit (+1,30% a 546,80 franchi), LafargeHolcim (+1,18% a 53,10 franchi) e Sika (+1,12% a 180,00 franchi). Nel segmento del lusso Swatch (+0,79% a 279,10 franchi), alle prese con una decisione della Commissione della concorrenza, si è allineata dietro a Richemont (+1,49% a 76,42 franchi).

Sorvegliata speciale era Givaudan (+1,17% a 2934,00 franchi): nel fine settimana è stato reso noto che il gruppo americano DuPont ha unito il suo comparto additivi alimentari con il concorrente IFF. Hanno trainato il listino anche Nestlé (+1,22% a 104,20 franchi) e Roche (+1,18% a 304,10 franchi), mentre il terzo peso massimo difensivo, Novartis (+0,35% a 91,53 franchi), ha a lungo sofferto per una battuta d'arresto nell'ambito della ricerca sull'asma e ha ritrovato un po' di verve solo nel finale. Completano il quadro delle blue chip Alcon (+0,95% a 55,36 franchi), Lonza (+1,73% a 341,40 franchi), Swisscom (+0,62% a 520,80 franchi) e SGS (+0,65% a 2619,00 franchi).

Nel mercato allargato ha arretrato fortemente EFG International (-6,01% a 6,41 franchi), dopo la smentita di colloqui in vista di una fusione con Julius Bär (+2,71% a 50,02 franchi): istituto, quest'ultimo, che da parte sua è stato favorito da un giudizio di Deutsche Bank. Novavest (42,90 franchi, a fronte di un prezzo di sottoscrizione di 40,20 franchi) ha vissuto un esordio in borsa senza clamore, mentre per Alpiq (invariata a 70,00 franchi) si è chiusa un'epoca: oggi è stato l'ultimo giorno di contrattazione.

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