Chiusura in rialzo per la borsa svizzera, la terza consecutiva questa settimana: l'indice dei valori guida SMI ha terminato a 8871,92 punti, in progressione dell'1,27% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI ha guadagnato l'1,18% a 9033,84 punti.

Dopo tre settimane difficili sembra essere tornato il sereno sul mercato, grazie a una netto miglioramento della situazione in Asia. La borsa di Tokyo ha vissuto la migliore giornata dal 2008, mentre dalla Cina è arrivata la notizia di misure di stimolo dell'economia, ciò che ha stabilizzato le piazze del paese.

Si sta facendo largo l'opinione che la correzione delle precedenti sedute è stata eccessiva e le paure riguardo alla tenuta della congiuntura cinese sembrano essere passate in secondo piano. Ma a dispetto del ritrovato ottimismo c'è chi all'orizzonte vede cristallizzarsi i presupposti per la prossima bufera: non vi è infatti alcuna chiarezza sulla politica monetaria americana. Presto la Federal Reserve deciderà se alzare i tassi o se lasciarli immutati: vi sono buoni motivi per sostenere entrambi gli orientamenti e le turbolenze non sono escluse.

Nelle prime ore Wall Street è apparsa prudente e questo movimento ha influito anche su Zurigo: l'SMI ha così un po' frenato nel finale, dopo essere arrivato a guadagnare oltre il 2%. I volumi di contrattazione sono risultati in crescita rispetto a ieri.

Per quanto riguarda i singoli titoli sorvegliata speciale è rimasta per tutta la seduta ABB (-0,05% a 18,53 franchi), che nella sua giornata degli investitoti ha annunciato risparmi per 1 miliardo di dollari all'anno entro il 2017, ma nel contempo costi di ristrutturazione una tantum di 1,2 miliardi. Rimanendo fra i valori maggiormente sensibili alla congiuntura LafargeHolcim (+2,72% a 58,45 franchi) ha approfittato di una raccomandazione di Goldman Sachs e si è dimostrata più dinamica di Adecco (+0,73% a 76,20 franchi) e Geberit (+1,25% a 308,90 franchi).

In netto recupero dopo i recenti tempi di magra è apparsa Transocean (+7,73% a 14,22 franchi), dopo che il numero uno Jeremy Thigpen ha rilasciato dichiarazioni ottimistiche circa il futuro del gruppo. Nel segmento del lusso Richemont (+1,05% a 72,45 franchi) ha offerto una performance leggermente migliore di Swatch (+0,80% a 379,20 franchi).

Fra i bancari UBS (+2,06% a 20,31 franchi) ha guidato le danze davanti a Credit Suisse (+0,73% a 26,19 franchi) e Julius Bär (1,21% a 46,11 franchi). Ai medesimi livelli si sono mossi anche gli assicurativi Swiss Re (+0,84% a 84,35 franchi) e Zurich (+1,52% a 267,00 franchi). Nonostante un certo ripiegamento nel finale hanno fornito un importante contributo al buon andamento del listino i pesi massimi Nestlé (+1,68% a 72,40 franchi), Novartis (+1,39% a 94,80 franchi) e Roche (+0,73% a 262,10 franchi).

Completano il quadro delle blue chip Actelion (+1,13% a 134,80 franchi), Givaudan (+0,42% a 1671,00 franchi), SGS (+1,80% a 1754,00 franchi), Syngenta (+0,50% a 338,80 franchi) e Swisscom (+0,58% a 521,00 franchi).

Nel mercato allargato balzo di Santhera (+5,54% a 99,00 franchi), grazie a un'autorizzazione nell'Ue per il suo medicinale Raxone. Hanno informato sull'andamento degli affari Dorma+Kaba (-0,31% a 638,00 franchi) e Jungfraubahn (+1,65% a 86,50 franchi).

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