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La settimana si chiude con una seduta molto positiva per la borsa svizzera, che come le altre piazze europee ha visto di buon occhio la prospettiva di nuovi stimoli monetari e il calo del petrolio.

L'indice dei valori guida SMI ha terminato a 8319,81 punti, in aumento del 2,04% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI ha guadagnato l'1,98% a 8610,70 punti.

Stando agli operatori è ancora troppo presto per parlare di un allentamento della tensione, dopo i recenti ribassi. Però i segnali positivi, nell'ottica del mercato azionario, non mancano: il prezzo del greggio è tornato a scendere e con favore è stata accolta la decisione della Banca centrale giapponese di introdurre tassi negativi, anche per i riflessi che ciò potrà avere su altri istituti.

Sul fronte congiunturale dagli Usa è giunta la notizia di un rallentamento dell'economia nel quarto trimestre, con un'espansione del prodotto interno lordo dello 0,7%, contro il +2% dei tre mesi precedenti. La crescita anemica riduce le possibilità di un aumento dei tassi e Wall Street è salita.

Puntando i riflettori sull'Eurozona, secondo una prima stima l'inflazione dell'area dovrebbe essersi attestata allo 0,4% in gennaio. Per gli investitori elvetici sorvegliato speciale era anche il franco, che oggi ha toccato un nuovo minimo da un anno sull'euro.

Tutte le blue chip hanno chiuso in modo positivo, con l'eccezione di Actelion (-0,52% a 134,10 franchi). Roche ha trovato un rimbalzo (+2,25% a 263,90 franchi), che è riuscito solo in parte a Novartis (+1,36% a 78,50 franchi): entrambi i valori ieri erano arretrati di circa il 4%. Ha svolto un importante funzione di traino del listino il terzo peso massimo difensivo, Nestlé (+2,73% a 75,20 franchi).

Bene orientati sono rimasti per tutta la giornata i titoli maggiormente dipendenti dalla congiuntura come ABB (+2,39% a 17,57 franchi), Adecco (+2,12% a 62,50 franchi) e LafargeHolcim (+0,37% a 42,92 franchi). Nel segmento del lusso Swatch (+1,43% a 348,40 franchi) e Richemont (+1,69% a 66,25 franchi) si sono mossi quasi perfettamente in linea.

Tonici si sono mostrati gli assicurativi Zurich (+1,71% a 225,80 franchi) e Swiss Re (+2,21% a 94,80 franchi), ma il sole è tornato a splendere pure sui bancari UBS (+1,69% a 16,83 franchi), Credit Suisse (+2,86% a 18,00 franchi) e Julius Bär (+2,22% a 43,25 franchi), tutti istituti questi ultimi che la settimana prossima presenteranno i bilanci 2015. Anche Syngenta (+2,15% a 375,90 franchi) fornirà informazioni sull'andamento degli affari, ma gli investitori potrebbero essere maggiormente interessati alle ipotesi di fusioni o acquisizioni.

Completano lo scacchiere delle blue chip Givaudan (+2,58% a 1907,00 franchi), SGS (+1,43% a 1983,00 franchi), Swisscom (+1,93% a 507,50 franchi) e Transocean (+3,57% a 10,43 franchi).

Nel mercato allargato sotto pressione è stata Kuoni (-4,79% a 318,00 franchi): gli operatori parlano di realizzi di guadagno dopo la conferma di discussioni in vista di una possibile offerta di acquisto da parte della società di partecipazione svedese EQT Partners.

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SDA-ATS