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La borsa svizzera chiude la settimana con una seduta in deciso rialzo: l'indice dei valori guida SMI ha terminato a 8271,11 punti, in progressione del 2,94% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI ha guadagnato il 2,81% a 8526,14 punti.

Il mercato ha preso atto con favore del recupero del prezzo del petrolio, tornato nettamente sopra i 30 dollari. Nelle scorse settimane il brusco calo del greggio aveva ravvivato i timori sulla congiuntura globale, creando forte incertezza fra gli investitori.

Un sostegno ai corsi è arrivato anche dalla Banca centrale europea, che per bocca del presidente Mario Draghi - ieri a Francoforte e oggi a Davos - ha ribadito l'intenzione di far risalire l'inflazione e ha promesso nuovi interventi in marzo.

Il miglioramento dell'atmosfera generale è testimoniato anche dal sensibile calo dell'indice di volatilità VSMI. Molto dipenderà ora dai risultati aziendali: se non dovessero deludere, la ripresa dei corsi avviata ieri potrebbe continuare. Perché nel quadro attuale di bassi tassi di interesse è quasi impossibile evitare l'investimento in azioni, osservano gli operatori.

Sul fronte interno in una giornata povera di notizie relative alle blue chip, in primo piano sono rimasti i valori che negli ultimi tempi hanno sofferto di più. È il caso di LafargeHolcim (+5,93% a 44,12 franchi), come pure di altri titoli particolarmente sensibili alla congiuntura come ABB (+3,39% a 16,77 franchi), Adecco (+2,16% a 61,60 franchi) e Geberit (+3,13% a 342,40 franchi).

Nel segmento del lusso - Swatch (+2,69% a 328,20 franchi) si è mossa quasi perfettamente in linea con Richemont (+3,12% a 64,35 franchi). Transocean (+1,34% 9,82 franchi) ha approfittato del rialzo del petrolio per tornare almeno momentaneamente sopra i 10 franchi.

Hanno guadagnato terreno anche i bancari UBS (+2,19% a 16,83 franchi), Credit Suisse (+2,92% a 17,99 franchi) - le voci su una possibile partenza del CEO Tidjane Thiam alla volta del Fondo monetario internazionale sono rientrate, dopo la notizia della candidatura di Christine Lagarde per un nuovo mandato - e Julius Bär (+3,07% a 42,59 franchi). Nel comparto assicurativo ha rimbalzato almeno in parte Zurich (+3,03% 224,40 franchi), reduce da un crollo dopo l'avvertimento sugli utili di mercoledì.

Hanno trainato il listino i pesi massimi difensivi Nestlé (+2,20% a 72,10 franchi), Novartis (+3,43% a 82,90 franchi) e Roche (+3,35% a 265,30 franchi). Per completare lo scacchiere dei titoli principali vanno citate anche Actelion (+2,16% a 132,70 franchi), SGS (+2,28% a a 1932,00 franchi), Syngenta (+2,79% a 361,00 franchi) e Swisscom (+3,93% a 489,00 franchi).

Nel mercato allargato hanno informato sull'andamento degli affari Dätwyler (-1,93% a 132,10 franchi), Interroll (+2,18% a 797,00 franchi) e CFT (-1,59% a 61,95 franchi). AFG Arbonia-Forster (+4,78% a 9,64 franchi) ha reso nota un'acquisizione in Austria.

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SDA-ATS