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La borsa svizzera chiude una settimana complessivamente positiva con una seduta in ribasso. L'indice dei valori guida SMI ha terminato a 9252,12 punti, in flessione dello 0,11% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI ha perso lo 0,18% a 10'558,31 punti.

"Siamo a quote elevate, l'aria si fa rarefatta e la tentazione di realizzare i guadagni diventa più forte", ha spiegato un operatore. L'SMI è salito nel corso della seduta a 9289,13 punti, aggiornando il massimo degli ultimi due anni.

Sul fronte congiunturale va segnalato l'atteso rapporto sul mercato del lavoro americano: per la prima volta dal 2010 l'economia statunitense - complici peraltro gli uragani - ha perso impieghi, ma la disoccupazione è scesa ai minimi dal 2001.

Indipendentemente da questo documento - che non ha peraltro smosso molto i mercati - i commentatori rimangono favorevoli riguardo al futuro degli investimenti azionari: l'economia mondiale sta bene e l'ultimo trimestre è tradizionalmente il migliore dell'anno. Dopo il buon inizio di ottobre le chances di un cosiddetto "rally" di fine d'anno sono considerate intatte.

Per quanto riguarda i singoli titoli si è messa in luce Credit Suisse (+1,35% a 15,72 franchi), che favorita da una raccomandazione di Royal Bank of Canada è apparsa più tonica degli altri due bancari UBS (-0,18% a 16,75 franchi) e Julius Bär (-0,78% a 57,35 franchi). Nello stesso comparto finanziario si sono mossi in ordine sparso gli assicurativi Zurich (-0,30% a 294,40 franchi), Swiss Re (+0,96% a 89,60 franchi) - che ha siglato un accordo con la giapponese MS&AD - e Swiss Life (-0,64% a 340,40 franchi).

Tutti negativi hanno chiuso i valori più sensibili ai cicli economici come ABB (-0,08% a 24,45 franchi), Adecco (-0,92% a 75,10 franchi), Geberit (-0,45% a 461,50 franchi), LafargeHolcim (-0,36% a 56,10 franchi) e Sika (-2,13% a 7125,00 franchi). Nel segmento del lusso Swatch (-1,07% a 396,60 franchi) si è confrontata con gli stessi problemi di Richemont (-1,56% a 88,50 franchi).

Non hanno sfigurato né Novartis (+0,42% a 84,05 franchi) né Roche (+0,08% a 247,90 franchi) e un certo dinamismo è stato mostrato a lunghi tratti anche dal terzo peso massimo difensivo Nestlé (-0,24% a 82,90 franchi), che ha beneficiato di un giudizio di Deutsche Bank. Lonza (+0,04% a 259,40 franchi) ha potuto avanzare grazie anche a JPMorgan, che ha aumentato l'obiettivo di corso.

Completano il quadro dei 20 titoli principali Givaudan (-1,00% a 2085,00 franchi), SGS (-1,03% a 2309,00 franchi) e Swisscom (-0,52% a 496,20 franchi).

Nel mercato allargato EMS Chemie (-3,43% a 633,50 franchi) ha informato sui ricavi nel terzo trimestre, in linea con le attese: al capitolo prospettive il gruppo ha però messo in guardia da un aumento dei costi delle materie prime, cosa che ha fatto scattare i realizzi di guadagno. Leonteq (+7,30% a 65,40 franchi) ha annunciato un mutamento ai vertici, con l'attuale CEO e fondatore che esce dalla direzione.

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SDA-ATS