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Borsa svizzera: chiude in ribasso, SMI -0,17%

Ancora una seduta negativa per la borsa svizzera, che ha chiuso comunque in netto recupero rispetto ai minimi di giornata. L'indice dei valori guida SMI ha terminato a 8873,55 punti, in flessione dello 0,17% .

Stesso arretramento per il listino globale SPI, attestatosi a 9031,03 punti.

Un mercato apparso assai nervoso, con un indice di volatilità in netta progressione e volumi di contrattazione superiori alla media è arrivato a perdere in mattinata circa il 2%, scendendo al livello più basso da metà febbraio. Nel pomeriggio è però poi riuscito a risollevarsi, grazie in particolare al colpo di reni proposto dai valori difensivi e da quelli bancari.

A gelare gli investitori sono i timori relativi a un rallentamento della congiuntura globale, le dichiarazioni della presidente della Federal Reserve americana Janet Yellen riguardo alle valutazioni elevate dei listini azionari e le incognite legate alle elezioni in Gran Bretagna.

La pressione viene anche dal fronte delle divise, con il franco che è tornato a mostrare muscoli che molti vorrebbero non avesse: l'euro è tornato a sfiorare 1,03 franchi e il dollaro è arrivato a costare meno di 91 centesimi. Stando agli operatori gli aumenti di corso degli ultimi mesi sono anche una conseguenza del rafforzamento della moneta americana: se questa si indebolisce gli investitori realizzano i guadagni.

Per quanto riguarda i singoli titoli, l'arretramento più sensibile è stato mostrato da Adecco (-6,23% a 70,00 franchi): colpa non dei trimestrali - il fatturato è stato considerato un po' debole, ma gli utili hanno battuto le attese - bensì della doppia partenza di CEO e CFO, che crea incertezza.

Si sono per contro risollevati dai minimi di seduta altri titoli particolarmente sensibili alla congiuntura come ABB (-0,30% a 19,73 franchi), Geberit (-0,12% a 324,50 franchi) e Holcim (-0,41% a 72,85 franchi). Nella palude è per contro rimasto per tutta la seduta il segmento del lusso, con Swatch (-4,82% a 390,70 franchi) ancora più in difficoltà di Richemont (-1,53% a 80,40 franchi). Vendite sono state segnalate anche su Transocean (-4,01% a 17,00 franchi), che ha annunciato un altro trimestre in rosso.

Hanno terminato in ordine sparso i bancari Credit Suisse (+0,25% a 24,07 franchi), UBS (+2,29% a 19,69 franchi) - che teneva oggi l'assemblea generale - e Julius Bär (-0,57% a 47,47 franchi). Nel comparto assicurativo Zurich (+0,45% a 289,50 franchi) ha presentato cifre per i primi tre mesi superiori alle previsioni ed è apparsa più ispirata di Swiss Re (-0,12% a 82,15 franchi).

Hanno sostenuto il listino Nestlé (+0,28% a 71,35 franchi) e Novartis (+0,21% a 93,55 franchi), mentre si è defilato il terzo peso massimo difensivo, Roche (-1,14% a 259,50 franchi). Swisscom (-0,09% a 550,00 franchi) ha confermato il trend negativo avviato ieri dopo i trimestrali.

Il quadro delle blue chip non sarebbe completo se si dimenticassero Actelion (+0,66% a 121,60 franchi) Givaudan (-0,11% a 1738,00 franchi), SGS (+0,11% a 1808,00 franchi) e Syngenta (-0,45% a 332,70 franchi).

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