La borsa svizzera chiude in ribasso. L'indice dei valori guida SMI ha terminato a 9398,60 punti, in flessione dello 0,32% rispetto a ieri. Lo stesso arretramento ha interessato anche il listino globale SPI, che ha fermato le contrattazioni a 9428,62 punti.

Il mercato è rimasto per tutta la mattinata incollato alla parità, per poi virare in negativo nel pomeriggio. Gli investitori hanno mantenuto un atteggiamento circospetto, un approccio che è andato poi rafforzandosi quando sono arrivati indicatori macro americani poco incoraggianti. A questi ha fatto peraltro da contraltare qualche buon dato aziendale, a cominciare da quello relativo a Goldman Sachs.

Nel frattempo però sul vecchio continente sono tornati d'attualità i timori relativi a un'uscita della Grecia dalla zona euro: il rendimento delle obbligazioni a 3 anni dello stato ellenico è volato ai massimi dal 2012. E considerato che l'aria si è fatta sempre più rarefatta - l'SMI si muove molto vicino ai massimi di sempre - la propensione ad esporsi si è mantenuta scarsa.

Sul fronte interno gli occhi erano puntati su Holcim (+0,60% a 74,95 franchi): dopo il nuovo orientamento espresso dal grande azionista Eurocement la fusione con Lafarge appare più vicina. Sono invece nettamente ripiegati altri titoli fortemente dipendenti dalla congiuntura come ABB (-0,84% a 21,15 franchi), Adecco (-1,83% a 80,25 franchi) e Geberit (-0,73% a 366,40 franchi), nonché - nel segmento del lusso - Swatch (-0,74% a 440,00 franchi) e Richemont (-0,84% a 83,05 franchi). Transocean (-1,18% a 17,56 franchi) ha posto fine a diverse sedute in forte rialzo, finendo arretrata rispetto ai massimi di giornata.

Acquisti sono stati per contro segnalati su Nestlé (+0,79% a 76,60 franchi), alla vigilia della presentazione dei conti trimestrali: vi è chi specula su cifre superiori alle attese, soprattutto dopo la pubblicazione del fatturato del concorrente Unilever. Domani anche Syngenta (-1,32% a 343,20 franchi) informerà sull'andamento degli affari: si scommette su un calo delle vendite.

Nel settore farmaceutico Roche (-0,15% a 275,30 franchi) si è mossa meglio di Novartis (-0,95% a 99,05 franchi): secondo gli operatori è in atto uno spostamento nel portafoglio di alcuni investitori, che cercano nuove opportunità visto che nel recente passato Novartis ha beneficiato di una performance migliore. Nello stesso comparto Actelion (+1,70% a 119,80 franchi) ha annunciato progressi sul fronte clinico.

Seguendo una tendenza notata anche su altre piazze europee non hanno brillato i bancari UBS (-0,26% a 19,07 franchi), Credit Suisse (-0,59% a 26,92 franchi) e Julius Bär (-0,57% a 52,10 franchi), nonostante i buoni risultati presentati negli Usa da Goldman Sachs e Citigroup. Sulla stessa linea si sono attestati anche gli assicurativi Swiss Re (-0,78% a 95,70 franchi) e Zurich (-0,84% a 307,40 franchi).

Completano lo scacchiere delle blue chip Givaudan (-0,54% a 1768,00 franchi), SGS (-0,74% a 1885,00 franchi) e Swisscom (-0,90% a 547,50 franchi).

Nel mercato allargato il dato degli ordinativi di Sulzer (-4,25% a 110,40 franchi) è risultato sostanzialmente in linea con quanto ci si aspettava, ma le previsioni per il futuro sono rimaste immutate e sono quindi scattati i realizzi di guadagno. Sempre sorvegliata speciale è Sika (-2,92% a 3386,00 franchi), al centro di un braccio di ferro per il suo controllo.

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