Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

La borsa svizzera chiude la settimana con una seduta in ribasso e per lunghe ore caratterizzata da scarso dinamismo. L'indice dei valori guida SMI ha terminato a 8442,71 punti (-0,40% rispetto a mercoledì), mentre il listino globale SPI ha perso lo 0,21% a 8316,05 punti.

Dopo aver aperto debole il mercato ha rapidamente virato in positivo, proseguendo poi senza entusiasmo fino all'ultima ora, quando ha cominciato ad arretrare decisamente. Non sono riusciti a sostenere i corsi nemmeno gli ultimi e molto attesi dati sul mercato del lavoro americano, con il tasso di disoccupazione sceso ai minimi da settembre 2008. Anzi, il timore è ora che la Federal Reserve possa alzare i tassi prima del previsto.

In Svizzera l'SMI ha superato nel corso della giornata gli 8500 punti, non lontano quindi dal massimo annuale. L'SPI ha da parte sua toccato un nuovo record assoluto a 8361,87 punti, per poi però ripiegare. I volumi di contrattazioni si sono mostrati contenuti, poiché il Primo maggio ha spinto molti a optare per un ponte festivo.

A sostenere il listino è stata soprattutto Novartis (+0,72% a 76,85 franchi), che grazie a una raccomandazione di Jefferies è apparsa in contro tendenza rispetto agli altri due valori difensivi, Nestlé (-0,37% a 67,70 franchi) e Roche (-1,28% a 254,70 franchi). Netti cali hanno interessato Holcim (-2,79% a 78,35 franchi) e Syngenta (-2,52% a 339,80 franchi), che da oggi sono scambiate senza dividendo.

L'attivismo sul fronte delle fusioni nel comparto farmaceutico ha messo le ali ad Actelion (+1,04% a 87,35 franchi). In ordine sparso si sono presentati i titoli più legati alla congiuntura come ABB (+0,85% a 21,32 franchi), Adecco (-1,36% a 72,55 franchi) e Geberit (+0,65% a 295,20 franchi). Nel segmento del lusso un'indicazione di Morgan Stanley ha dato un minimo di sostegno a Richemont (-1,51% a 87,905 franchi), che è invece mancato a Swatch (-3,63% a 544,00 franchi).

Fra i bancari si è messa in luce Credit Suisse (+0,50% a 28,05 franchi): il valore dell'istituto, in questi giorni parecchio al centro dell'attenzione in relazione al contenzioso fiscale negli Usa, è apparso più tonico di UBS (-0,38% a 18,33 franchi) e Julius Bär (+0,32% a 41,28 franchi). Hanno frenato nel finale gli assicurativi Swiss Re (-0,52% a 76,45 franchi) e Zurich (-0,24% a 251,50 franchi).

Completano il quadro delle blue chip Givaudan (-0,07% a 1386,00 franchi), SGS (-0,09% a 2193,00 franchi) e Swisscom (-0,09% a 534,50 franchi).

Nel mercato allargato balzo di Swissquote (+5,76% a 36,70 franchi), che ha annunciato una collaborazione strategica con Postfinance.

SDA-ATS