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Borsa svizzera: chiude in ribasso, SMI -0,41%

Questo contenuto è stato pubblicato il 30 settembre 2020 - 17:43
(Keystone-ATS)

La borsa svizzera chiude l'ultima seduta di settembre in ribasso. L'indice dei valori guida SMI ha terminato a 10'187,00 punti, in flessione dello 0,41% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI ha perso lo 0,27%, a 12'724,65 punti.

Il mercato ha faticato a trovare un indirizzo preciso, con gli investitori orientati alla cautela, visti i numerosi fattori di incertezza. L'esito non chiaro del dibattito elettorale di ieri fra il presidente americano Donald Trump e lo sfidante Joe Biden fa temere un forte periodo di volatilità sino all'appuntamento elettorale.

Continuano anche a generare apprensioni i numeri dei contagi da coronavirus nei vari paesi. Sul fronte congiunturale i dati sul mercato del lavoro americano sono risultati migliori del previsto e anche l'arretramento del prodotto interno lordo Usa nel secondo trimestre - si trattava della terza stima - si è rivelato un po' meno marcato di quanto temuto.

Per quanto riguarda i singoli titoli, in una giornata poco attraente in ambito aziendale, si sono messi in luce i bancari UBS (+1,73% a 10,30 franchi) e Credit Suisse (+1,90% a 9,24 franchi), che ultimamente hanno vissuto sedute poco entusiasmanti. Meno univoci si sono mostrati gli assicurativi Zurich (-0,22% a 320,70 franchi), Swiss Life (+0,46% a 348,50 franchi) e Swiss Re (-0,32% a 68,28 franchi).

Il sole splendeva oggi su Sika (+0,89% a 226,30 franchi), che grazie ai segnali interessanti mandati durante la giornata degli investitori è apparsa a lungo più ispirata di altri titoli particolarmente sensibili alla congiuntura quali ABB (-0,59% a 23,45 franchi), Geberit (+0,55% a 545,80 franchi) e LafargeHolcim (+0,48% a 44,99 franchi). Nel segmento del lusso Swatch (+0,42% a 214,90 franchi), ha convinto più di Richemont (-0,29% a 61,70 franchi).

Ha perso terreno nel finale listino Nestlé (-0,33% a 109,34 franchi), mentre fin da subito si sono defilati gli altri due pesi massimi difensivi, Roche (-1,58% a 315,15 franchi) - che insieme al partner americano Regeneron ha annunciato progressi in relazione a un preparato anti-Covid - e Novartis (-0,73% a 79,91 franchi).

Nel mercato allargato ha destato un certo interesse l'intenzione dei vertici di Julius Bär (+2,45% a 39,27 franchi) di tornare sul mercato statunitense, sebbene con l'occhio rivolto alla clientela sudamericana.

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