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Una settimana tutto sommato positiva si chiude con una seduta al ribasso alla Borsa svizzera: l'indice dei valori guida SMI ha terminato a 8272,89 punti, in flessione dello 0,42% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI ha perso lo 0,36% a 9009,21 punti.

Gli investitori hanno approfittato dei rialzi vissuti nelle ultime giornate per operare dei realizzi di guadagno. Gli operatori parlano infatti di un'atmosfera di fondo soddisfacente, nonostante abbia ormai sempre più credito l'ipotesi di un aumento dei tassi in dicembre da parte della Federal Reserve: un evento lontano comunque ancora mesi, fanno notare in molti.

C'è anche chi spera nell'incontro della settimana prossima ad Algeri per limitare la produzione di petrolio e sostenerne il prezzo: ma gli esperti di materie prime si mostrano scettici. Oggi il corso del greggio è apparso stabile.

Poco interessanti sono stati invece giudicati gli ultimi mediocri dati congiunturali europei: l'indice Pmi composito dell'Eurozona è sceso in settembre ai minimi degli ultimi 20 mesi.

Per quanto riguarda i singoli titoli per una volta sotto pressione è risultata Nestlé (-1,66% a 76,80 franchi), titolo tradizionalmente assai stabile: secondo gli operatori pesano i realizzi di guadagno su un valore che presenta comunque tuttora una buona performance rispetto a venerdì scorso. Non lontano dalla parità hanno chiuso gli altri due pesi massimi difensivi, Novartis (-0,13% a 79,15 franchi) e Roche (+0,16% a 245,30 franchi).

Male orientata è stata la gran parte dei titoli più sensibili ai cicli economici come Adecco (-0,45% a 54,80), Geberit (-0,23% a 426,90 franchi) e LafargeHolcim (-0,47% a 52,85 franchi); ha fatto eccezione ABB (+0,09% a 22,12 franchi). Nel segmento del lusso Swatch (-0,50% a 276,90 franchi) è sembrata arrancare dietro a Richemont (+0,08% a 59,55 franchi): i due valori hanno alle spalle alcune sedute dinamiche grazie a notizie rallegranti arrivate dall'export orologiero.

UBS (-0,30% a 13,44 franchi) si è solo inizialmente smarcata dalla tendenza generale, raggiungendo poi gli altri bancari Credit Suisse (-0,08% a 13,13 franchi) e Julius Bär (-0,42% a 40,57 franchi). Scarsa unanimità di vedute è stata mostrata dagli assicurativi Zurich (invariata a 256,30 franchi), Swiss Life (-0,55% a 254,90 franchi) e Swiss Re (+0,85% a 88,60 franchi).

Completano il quadro dei 20 valori principali Actelion (-0,82% a 168,30 franchi), Givaudan (invariata a 2004,00 franchi), SGS (-1,18% a 2170,00 franchi), Swisscom (-0,52% a 474,00 franchi) e Syngenta (+0,85% a 428,80 franchi).

Nel mercato allargato in evidenza era Aryzta (+9,86% a 43,36 franchi), dopo la notizia dell'arrivo di un nuovo presidente del consiglio di amministrazione e di un nuovo membro dell'organo di sorveglianza conosciuto per essere uno specialista di fusioni. Alpiq (+0,06% a 90,10 franchi) ha reagito bene all'annuncio della vendita di una centrale a gas in Ungheria. Von Roll (+2,90% a 0,71 franchi) ha comunicato la sostituzione del presidente della direzione.

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SDA-ATS