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Seduta negativa per la borsa svizzera, che ha sofferto per il pessimismo sui titoli bancari: l'indice dei valori guida SMI ha chiuso a 7916,43 punti, in flessione dello 0,47% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI ha perso lo 0,33% a 8392,71 punti.

Fra gli investitori l'atmosfera era orientata alla cautela. Gli occhi di tutti i mercati erano puntati sulla Federal Reserve: non è atteso un rialzo dei tassi, ma la seduta dopo la fine delle contrattazioni in Europa potrebbe fornire indicazioni sulla tempistica delle prossime mosse. Un fattore importante è rappresentato dall'inflazione: in febbraio i prezzi negli Usa sono scesi, ma al netto di energia e alimentarsi sono saliti del 2% su base annua.

Sul fronte interno non hanno mancato di far discutere le forti flessioni dei bancari Credit Suisse (-4,93% a 14,26 franchi) - che è arrivata a lasciare sul terreno oltre il 7% - e UBS (-4,77% a 15,78 franchi). In una giornata per gli investitori, il CEO di UBS Sergio Ermotti ha parlato delle difficoltà riscontrate nel primo semestre, mentre il CFO di Credit Suisse David Mathers ha disdetto a breve termine la sua partecipazione, cosa che ha alimentato voci riguardo a possibili notizie negative relative all'istituto.

Meno problemi ha riscontrato per contro il terzo valore bancario, Julius Bär (-0,98% a 42,34 franchi). Nel comparto assicurativo Swiss Re (+1,12% a 90,60 franchi) è apparsa più tonica di Zurich (+0,13% a 227,60 franchi).

In ordine sparso si sono mossi i titoli maggiormente dipendenti dalla congiuntura come Adecco (-0,56% a 62,50 franchi), Geberit (-0,50% a 361,00 franchi), ABB (+2,15% a 18,49 franchi) - che ha approfittato di un cambiamento di raccomandazione di Liberum - e LafargeHolcim (-2,25% a 41,20 franchi), che domani presenterà i risultati 2015, ultima società SMI a farlo. Poco rallegrante si è rivelato il comportamento del segmento del lusso, con Swatch (-1,27% a 342,30 franchi) in linea con Richemont (-1,16% a 64,10 franchi).

SGS (-0,05% a 2006,00 franchi) era da oggi scambiata senza la cedola per il dividendo. Transocean (+3,35% a 10,79 franchi) ha beneficiato della ripresa del prezzo del petrolio. Fra i pesi massimi difensivi ha cercato di trainare il listino Nestlé (+0,56% a 71,80 franchi), mentre nessuno sostegno è giunto da Novartis (-0,55% a 71,90 franchi) e Roche (-0,57% a 245,00 franchi). Completano il quadro delle blue chip Actelion (-0,28% a 140,40 franchi), Givaudan (+0,84% a 1918,00 franchi), Swisscom (+0,49% a 517,00 franchi) e Syngenta (+0,10% a 403,90 franchi).

Nel mercato sono crollate Aryzta (-11,90% a 36,12 franchi), dopo l'annuncio della vendita da parte del CEO Owen Killian di un importante pacchetto di azioni, e Von Roll (-11,76% a 0,75 franchi), che ha presentato risultati deludenti. Hanno informato sull'andamento degli affari anche Dufry (+1,16% a 113,80 franchi), BVZ Holding (+0,90% a 560,00 franchi) e BFW Liegenschaften (-0,14% a 35,60 franchi).

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SDA-ATS