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ZURIGO - La borsa svizzera ha chiuso oggi in ribasso, scontando la pubblicazione di alcuni dati congiunturali americani considerati deludenti. L'indice dei valori guida SMI ha terminato a 6291,07 punti (-0,65% rispetto a ieri), mentre il listino globale SPI ha perso lo 0,60% a 5558,11 punti.
La giornata è stata ricca di notizie, sia aziendali, sia macroeconomiche. Altrettanto movimentati si sono rivelati i corsi, che in mattinata erano in prevalenza negativi, ma che hanno poi reagito con forza agli utili superiori alle attese annunciati da JP Morgan, prima grande banca americana ad aggiornare il pubblico sull'andamento degli affari.
A raffreddare gli entusiasmi sono però poi giunti alcuni dati Usa, che hanno rafforzato i timori circa la solidità della ripresa. I prezzi alla produzione sono scesi per il terzo mese consecutivo in giugno, l'attività manifatturiera nell'area di New York è cresciuta meno del previsto in luglio e l'indice Fed di Philadelphia si è contratto, scendendo a 5,1 dall'8 di giugno: un movimento decisamente inatteso. Unica nota positiva le richieste di sussidio disoccupazione, scese al livello più basso dall'agosto 2008. Tutto questo mentre la Fed ha reso noto stime meno ottimistiche sulla crescita del mercato interno.
Anche in Svizzera quindi dopo diverse sedute al rialzo "l'aria si è rarefatta", ha commentato un operatore, ed è partita una serie di realizzi di guadagno. Ne ha fatto le spese ad esempio, Novartis (-1,02% a 53,20 franchi), che ha visto sciogliersi come neve al sole i buoni guadagni realizzati nella prima parte della seduta dopo aver pubblicato risultati migliori dei pronostici e ritoccato al rialzo le previsioni per il 2010. Sono per contro riusciti a rimanere a galla sia Roche (+0,40% a 150,80 franchi), sia il terzo difensivo di peso, Nestlé (+0,09% a 53,40 franchi).
Da subito sotto pressione è risultata SGS (-2,97% a 1538,00 franchi), i cui dati semestrali hanno soddisfatto solo di stretta misura le attese degli analisti. Il comparto bancario ha mostrato una forte volatilità, con UBS (-1,28% a 15,37 franchi) dapprima al rialzo, poi nella scia di Credit Suisse (-2,60% a 44,24 franchi) e Julius Bär (-1,43% a 33,07 franchi). Hanno perso terreno con il passare delle ore anche Swiss Re (-0,46% a 48,12 franchi) e Zurich (-0,61% a 244,00 franchi).
ABB (-1,12% a 19,48 franchi) - che ha annunciato un investimento di 20 milioni di dollari in una società californiana e un importante ordinativo dall'Italia - ha avuto un rimbalzo a metà seduta, ma si è poi affossata come altri titoli molto legati alla congiuntura quali Holcim (-1,69% a 69,95 franchi), Swatch (-0,81% a 318,50 franchi) e Richemont (-0,43% a 39,64 franchi). Sempre in netto calo è rimasta Transocean (-2,76% a 54,70 franchi): continuano infatti i problemi nel Golfo del Messico, con nuove fughe di petrolio.
Nel mercato allargato tonfo di Schultess (-3,68% a 34,00 franchi), in seguito alla previsioni di un calo delle vendite per l'anno in corso, mentre sugli scudi si è rivelata Goldbach Media (+7,60% a 37,50 franchi): la società ha annunciato che dal 2011 commercializzerà le finestre pubblicitarie svizzere sui canali televisivi tedeschi Sat.1 e Kabel 1.

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SDA-ATS