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ZURIGO - La borsa svizzera ha chiuso in ribasso: l'indice dei valori guida SMI ha terminato a 6246,22 punti (-0,71% rispetto a ieri), mentre il listino globale SPI ha perso lo 0,98% a 5480,50 punti.
Sul mercato elvetico - come sulle altre piazze europee - hanno pesato i timori relativi alla tenuta dell'euro, con un nuovo minimo storico nei confronti del franco, e alla solidità della ripresa. A questo proposito sul fronte interno vanno segnalate le previsioni della Segreteria di Stato dell'economia, che ha rivisto al rialzo le stime di crescita per il 2010, ma al ribasso quelle per il 2011.
A questo quadro a tinte chiaroscure si sono poi aggiunte le considerazioni negative espresse dall'agenzia di rating Fitch sul debito pubblico della Gran Bretagna. L'apertura dei mercati era invece positiva, anche grazie alle dichiarazioni del presidente della Banca centrale americana Ben Bernanke, che ha detto di non temere una seconda recessione per l'economia Usa.
In Svizzera l'attenzione era concentrata su UBS (-2,17% a 14,40 franchi), dopo il rifiuto da parte del Consiglio nazionale dell'accordo di assistenza amministrativa in materia fiscale fra Berna e Washington: un no che rimanda di fatto il dossier al Consiglio degli Stati. Cali importanti hanno caratterizzato anche gli altri due principali valori bancari, Credit Suisse (-1,73% a 42,51 franchi) e Julius Bär (-2,18% a 31,84 franchi).
In difficoltà pure il comparto assicurativo: in flessione hanno chiuso Zurich (-0,72% a 234,00 franchi), Swiss Re (-1,29% a 45,85 franchi) - dopo che il concorrente Munich Re è risultato più esposto del previsto al terremoto in Cile - e soprattutto Swiss Life (-2,67% a 113,00 franchi), che il 21 giugno dovrà lasciare il suo posto nell'SMI a Transocean (-13,07% a 51,90 franchi). L'azienda americana con sede nel canton Zugo attiva nel settore delle piattaforme petrolifere è stata fortemente penalizzata dal cambiamento di raccomandazione da parte di una serie di banche.
Fra i difensivi ha tenuto solo Nestlé (+0,37% a 53,80 franchi), mentre Novartis (-0,86% a 51,95 franchi) e Roche (-1,50% a 157,60 franchi) sono state trascinate dalla corrente generale. Ha chiuso sopra la linea ABB (+0,21% a 19,26 franchi), che ha annunciato una offerta pubblica di acquisto sulla britannica Chloride: gli operatori attribuiscono però il buon comportamento del titolo essenzialmente a un'indicazione di corso di Goldman Sachs, mentre l'acquisizione, seppure giudicata sensata, viene considerata cara dagli analisti. Hanno terminato in positivo anche Richemont (+0,93% a 39,24 franchi), SGS (+0,70% a 1429,00 franchi) e Synthes (+0,08% a 118,80 franchi).
Nel mercato allargato le novità hanno interessato essenzialmente quattro imprese: Aryzta (+8,19% a 40,30 franchi), che ha pubblicato il fatturato nei primi nove mesi e ha annunciato due acquisizioni, Swissquote (-0,24% a 42,40 franchi), che ha rilevato un concorrente minore, Burckhardt Compression (-1,74% a 180,30 franchi), che ha presentato i dati sull'esercizio 2009/2010, e Vontobel (invariata a 29,35 franchi), che ieri sera ha fatto sapere di aver creato una società di amministrazione patrimoniale specificatamente orientata ai clienti americani.

SDA-ATS