Pioggia di ordini di vendita oggi alla borsa svizzera: i timori di una stretta monetaria da parte della Federal Reserve americana e alcuni risultati aziendali peggiori delle attese hanno spinto gli investitori a realizzare i guadagni. L'indice dei valori guida SMI è tornato a scendere sotto l'importante soglia - tecnica e psicologica - degli 8000 punti, attestandosi a 7982,43 punti (-1,19% rispetto a ieri). Il listino globale SPI ha lasciato sul terreno l'1,12%, calando a 7561,80 punti.

Dopo quattro sedute positive il mercato ha bruscamente sterzato, affossato - come le altre piazze - dalla prospettiva di vedere la banca centrale americana abbandonare la sua politica monetaria ultra espansiva. Sempre dagli Usa è giunta una salva di dati macroeconomici con tendenze contraddittorie: alcuni dati sono risultati anche negativi, ma non in misura tale da riuscire ad attenuare le paure di un cambiamento di rotta della Fed. Intanto Cisco e Wal-Mart presentavano bilanci che non lasciavano spazio a grandi speranze di crescita: molti operatori sul mercato hanno perciò pensato che fosse il momento buono per mettere un po' di fieno in cascina.

Sul fronte interno in primo piano figurava innanzitutto Zurich (-3,61% a 243,00 franchi), che ha presentato dati semestrali inferiori alle attese, e che si è mossa nettamente peggio dell'altro assicuratore, Swiss Re (-0,48% a 72,15 franchi).

Sorvegliata speciale era anche Holcim (+0,92% a 71,10 franchi), che pure ha pubblicato il bilancio di metà anno: i numeri sono risultati tendenzialmente inferiori alle previsioni degli analisti, ma gli specialisti hanno apprezzato i progressi realizzati in materia di costi e così, dopo un avvio anemico, il valore è schizzato verso l'alto e - unico insieme a Transocean (+0,91% a 44,29 franchi) - ha chiuso in territorio positivo.

Meno tonici si sono rivelati fin da subito gli altri titoli particolarmente sensibili alla congiuntura, come ABB (-0,71% a 20,95 franchi), Geberit (-1,89% a 233,00 franchi) e soprattutto Adecco (-2,44% a 62,05 franchi). Lo stesso orientamento è stato osservato anche nel settore del lusso, con Richemont (-2,98% a 92,70 franchi) e Swatch (-1,57% a 563,00 franchi).

Non era oggi giornata nemmeno per i bancari UBS (-1,85% a 19,07 franchi), Credit Suisse (-1,17% a 28,65 franchi) e Julius Bär (-1,08% a 43,95 franchi), peraltro protagonisti di buone performance nelle ultime sedute, né per i pesi massimi difensivi Nestlé (-0,40% a 62,45 franchi), Novartis (-1,16% a 68,25 franchi) e Roche (-1,49% a 237,40 franchi), che hanno inciso fortemente sul listino.

Nel mercato allargato hanno informato sull'andamento degli affari Meyer Burger (+2,19% a 7,93 franchi), VZ Holding (-4,53% a 145,30 franchi), Orell Füssli (+1,03% a 88,00 franchi) e Nationale (-1,04% a 42,90 franchi). Gli investitori hanno tenuto davanti agli occhi anche i corsi di BKW (-1,13% a 30,75 franchi) e di Alpiq (+0,17% a 115,50 franchi), dopo che il Consiglio federale ha deciso di far passare maggiormente alla cassa i gestori delle centrali atomiche per finanziare i costi di disattivazione degli impianti.

Curiosità ha suscitato il titolo Addex (+5,08% a 4,14 franchi), già ieri protagonista di un balzo del 18% senza che siano ben chiari i motivi. Orascom (-1,27% a 7,80 franchi) soffre anche le conseguenze della situazione politica in Egitto.

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