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Borsa svizzera: chiude in ribasso, SMI -1,32%

Questo contenuto è stato pubblicato il 09 novembre 2011 - 17:50
(Keystone-ATS)

La borsa svizzera ha chiuso in ribasso: l'indice dei valori guida SMI ha terminato a 5607,85 punti (-1,32% rispetto a ieri), mentre il listino globale SPI ha perso l'1,35% a 5105,57 punti.

Stamane tutte le piazze europee avevano aperto in positivo, sulla scia dell'annuncio di prossime dimissioni da parte del presidente del consiglio italiano Silvio Berlusconi e del rallentamento dell'inflazione in Cina, ciò che alimenta speranze di un ammorbidimento della politica monetaria.

L'atmosfera generale è però radicalmente mutata intorno alle 10 quando è aumentata ulteriormente la pressione sui titoli di stato italiani: dopo le 11 il rendimento del buono del tesoro decennale ha poi sfondato la fatidica soglia del 7%, un livello considerato dagli esperti insostenibile a lungo termine e che nel recente passato ha costretto Grecia, Irlanda e Portogallo a invocare aiuto per evitare la bancarotta. Sempre per quanto riguarda la crisi del debito gli occhi erano puntati anche sul fronte ellenico e ai tentativi in corso per formare un nuovo governo.

I volumi di contrattazione sono molto limitati, ha indicato un operatore alla Reuters. "Tutti stanno guardando a quanto avviene a livello politico", ha spiegato. E anche Wall Street è rimasta ostaggio dei problemi del Vecchio Continente.

Sul fronte interno hanno sofferto i bancari UBS (-2,68% a 10,89 franchi), Credit Suisse (-5,13% a 22,20 franchi) e Julius Bär (-3,07% a 32,47 franchi), come pure gli assicurativi Swiss Re (-4,12% a 46,98 franchi) e Zurich (-2,19% a 196,60 franchi). Sono fortemente ripiegati anche i titoli legati alla congiuntura quali ABB (-2,48% a 16,50 franchi), Holcim (-2,95% a 51,05 franchi) - nonostante risultati trimestrali inizialmente bene accolti dal mercato - e Adecco (-3,01% a 36,46 franchi).

Fra i difensivi ha contenuto le perdite Swisscom (-1,19% a 347,90 franchi), che ha presentato dati relativi ai primi nove mesi sostanzialmente in linea con le previsioni. Hanno opposto una certa resistenza alla tendenza generale i giganti Nestlé (-0,30% a 50,60 franchi) e Novartis (-0,06% a 49,95 franchi), mentre più staccata è apparsa Roche (-1,47% a 140,80 franchi). Transocean (+1,40% a 46,50 franchi) ha accelerato nel finale e - quale unica blue chip - ha terminato in rialzo.

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