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Seduta negativa per la borsa svizzera, che ha fra l'altro sofferto la cattiva performance di UBS e Credit Suisse. L'indice dei valori guida SMI ha chiuso a 8196,99 punti, giù dell'1,37% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI ha perso l'1,25% a 8497,19 punti.

Con il venir meno delle speranze di un taglio della produzione del greggio in Russia e Arabia Saudita il prezzo del petrolio è tornato a calare sotto i 30 dollari e dappertutto in Europa sono scattati gli ordini di vendita. Gli ultimi dati congiunturali negativi in Cina e Usa rendono gli investitori nervosi e il mercato si prepara a un raffreddamento economico.

Sul fronte interno sotto pressione è risultata UBS (-6,83% a 15,54 franchi), che in mattinata è arrivata a perdere circa il 9%, valore vicino al -12% registrato il 15 gennaio 2015, giorno del "Francogeddon". La banca ha presentato un utile 2015 di oltre 6 miliardi, il più elevato da cinque anni e a prima vista superiore alle attese. Ma gli analisti hanno osservato che il dato è dovuto ai crediti di imposta, che il risultato operativo è deludente e che nel quarto trimestre i margini sono in calo.

Sulla scia di UBS la strada si è fatta impervia anche per Credit Suisse (-3,71% a 16,89 franchi), che pubblicherà a sua volta giovedì i bilanci, e per il terzo valore bancario, Julius Bär (-3,23% a 40,71 franchi). Nel comparto assicurativo Swiss Re (-1,38% a 92,80 franchi) ha limitato le perdite meglio di Zurich (-2,18% a 219,60 franchi).

Male orientati sono rimasti per tutta la giornata i titoli maggiormente dipendenti dalla congiuntura come ABB (-1,08% a 17,35 franchi), Adecco (-3,63% a 59,65 franchi), Geberit (-1,10% a 359,50 franchi) e LafargeHolcim (-4,20% a 40,37 franchi). Poco rallegrante si è rivelato anche il comportamento del segmento del lusso, con Swatch (-2,70% a 338,90 franchi) in linea con Richemont (-2,73% a 64,20 franchi). Transocean (-7,28% a 9,30 franchi) ha una volta ancora subito i contraccolpi del prezzo dell'oro nero. Non sono sfuggiti alla tendenza generale nemmeno i pesi massimi difensivi Nestlé (-0,13 a 75,50 franchi), Novartis (-0,96% a 77,75 franchi) e Roche (-1,36% a 260,70 franchi).

In contro tendenza si è mossa invece a lungo Givaudan (invariata a 1908,00 franchi), che ha convinto con i conti 2015 e con la prospettiva di un aumento del dividendo, ma si è un po' spenta nel finale. Più effervescente si è mostrata Syngenta (+3,67% a 392,30 franchi) dopo che Bloomberg ha diffuso la notizia che sarebbe vicino un accordo con ChemChina: il colosso cinese sarebbe pronto ad offrire 470 franchi per azione e l'annuncio potrebbe essere già fatto domani in concomitanza con i risultati dell'anno scorso.

Completano lo scacchiere delle blue chip Actelion (-0,74% a 134,30 franchi), SGS (-1,48% a 1929,00 franchi) e Swisscom (-0,99% a 501,00 franchi).

Nel mercato allargato balzo di Kuoni (+17,44% a 358,50 franchi), dopo l'annuncio di un'offerta pubblica di acquisto da parte della svedese EQT per 370 franchi. Bucher (-0,34% a 206,20 franchi) ha informato su fatturato e ordinativi 2015.

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SDA-ATS