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La borsa svizzera ha chiuso la settimana con una seduta in ribasso ma pur sempre in recupero rispetto ai minimi di giornata, dopo che per ore e ore aveva perso terreno in modo sempre più preoccupante. L'indice dei valori guida SMI ha terminato a 8298,82 punti (-1,45% rispetto a ieri), mentre il listino globale SPI è arretrato dell'1,43% a 8077,28 punti.

Il mercato era partito male sull'onda delle pessime chiusure di Wall Street e dei mercati asiatici. A mettere in ginocchio la borsa americana erano stati i dati aziendali deludenti e un'ondata di vendite sui titoli tecnologici che ha portato il Nasdaq ad arretrare in una misura che non si vedeva da mesi.

Nel pomeriggio il trend negativo è stato poi accentuato dalla delusione suscitata dai risultati di JPMorgan, ma nel finale il dato migliore del previsto della fiducia dei consumatori americani in marzo ha riportato un po' di serenità.

Sul fronte interno a pesare massicciamente sul listino principale sono stati i pesi massimi Novartis (-1,75% a 72,90 franchi) e Roche (-1,88% a 250,70 franchi), sulla scia di vendite che hanno interessato tutto il settore sanitario in Europa. Ha per contro limitato relativamente le perdite il terzo più importante valore difensivo, Nestlé (-0,81% a 67,65 franchi), che la settimana prossima informerà sull'andamento degli affari nei primi tre mesi.

La stagione dei trimestrali è peraltro cominciata oggi con Givaudan (-2,49% a 1370,00 franchi), che ha diffuso dati in linea con le attese ma che ha sofferto, secondo gli operatori, per i realizzi di guadagno. Perdite sono state segnalate dai titoli maggiormente sensibili alla congiuntura, come ABB (-1,01% a 22,50 franchi), Adecco (-0,55% a 72,05 franchi), Geberit (-1,80% a 278,80 franchi) e Holcim (-1,67% a 79,50 franchi). Una certa resistenza è invece stata mostrata dal segmento del lusso, con Swatch (-0,18% a 549,00 franchi) e Richemont (-0,46% a 86,30 franchi). Fanalino di coda è risultato Actelion (-3,54% a 83,10 franchi), che ha subito particolarmente il brutto momento, a livello mondiale, per i valori tecnologici.

Chiaramente negativi, dopo i dati di JPMorgan, si sono dimostrati i bancari UBS (-2,11% a 17,65 franchi), Credit Suisse (-1,72% a 28,04 franchi) e Julius Bär (-1,97% a 40,36 franchi), che da oggi era scambiata senza dividendo, come pure gli assicurativi Swiss Re (-2,10% a 81,75 franchi) e Zurich (-1,23% a 248,90 franchi).

SDA-ATS