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Inizio di settimana in ribasso per la borsa svizzera: dopo un'intera seduta passata in territorio negativo l'indice dei valori guida SMI ha terminato a 6479,15 punti (-0,75% rispetto a venerdì), mentre il listino globale SPI ha perso lo 0,68% a 5814,95 punti.

Su tutte le piazze continentali pesava oggi l'incertezza causata dalla situazione politica in Egitto e negli altri paesi del Nordafrica e del Medio Oriente. Si teme che l'instabilità possa avere un influsso sul prezzo del petrolio e sull'inflazione, favorendo un aumento dei tassi. Sullo stesso fronte si segnala un rincaro del 2,4% dei prezzi nella zona euro in gennaio, ben oltre la soglia di tolleranza della Banca centrale europea, considerata al 2%.

Per quanto riguarda la congiuntura mondiale buone nuove sono venute dagli Usa, con l'aumento della spesa personale in dicembre e con l'indice dei responsabili degli acquisti di Chicago salito ai massimi dal 1988. Wall Street si è così orientata a un timido rialzo.

In Svizzera deboli - come già venerdì - sono risultati i bancari UBS (-1,97% a 16,93 franchi) e Credit Suisse (-1,65% a 42,21 franchi), mentre Julius Bär (+0,07% a 42,72 franchi) ha recuperato nel finale. Sempre sotto la parità si sono mossi gli assicurativi Swiss Re (-0,37% a 53,95 franchi) e Zurich (-0,65% a 257,90 franchi).

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SDA-ATS