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Dopo una mattinata altalenante, la Borsa svizzera è scesa al di sotto della linea di demarcazione dove è rimasta per tutto il resto della seduta. L'indice dei valori guida SMI ha chiuso in calo dello 0,47% a 8'541.28 punti e quello allargato SPI dello 0,42% a 8'442.64 punti. La paura che la crisi in Iraq e in Ucraina potrebbe portare a un aumento dei prezzi dell'energia e quindi frenare l'economia ha spinto alla prudenza.

Nel primo pomeriggio è giunto dagli Stati Uniti il dato sulle richieste di sussidi alla disoccupazione. Scese la scorsa settimana di 2'000 unità a quota 312'000, risultano in linea con le attese degli analisti.

Inoltre è stato reso noto che la spesa personale dei consumatori americani è salita in maggio dello 0,2%, meno delle attese degli analisti. I redditi sono aumentati dello 0,4%.

A pesare sul listino i titoli delle grosse banche: il ministero pubblico di New York rimprovera alla britannica Barclays di aver sfavorito clienti lasciandoli senza protezione di fronte a investitori aggressivi traendone vantaggi. Si temono nuove sanzioni e ciò si è risentito sui titoli di UBS, che ha chiuso in flessione del 2,54% a 16,47 franchi, e di CS (-3,59% a 25,28 franchi). Più contenute le perdite di Julius Bär (-0,89% a 36,72 franchi). Quanto agli assicurativi, Zurich ha guadagnato lo 0,95% a 266,80 franchi, mentre Swiss Re è sceso dello 0,06% a 79,25 franchi.

Tra i pesi massimi difensivi, solo Novartis ha terminato in leggero rialzo (+0,06% a 80,35 franchi). Nestlé ha ceduto lo 0,43% a 68,70 franchi e Roche lo 0,15% a 261,10 franchi.

Anche i titoli più sensibili alla congiuntura erano sotto pressione: ABB e Adecco hanno ceduto rispettivamente lo 0,44% (a 20,30 franchi) e l'1,89% (a 72,85 franchi). Geberit ha chiuso invariato a 310,30 franchi, mentre Holcim ha registrato una leggera progressione (+0,19% a 77,30 franchi).

SDA-ATS