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Borsa svizzera: chiusura in netto rialzo

Questo contenuto è stato pubblicato il 30 giugno 2011 - 17:58
(Keystone-ATS)

Chiusura in netto rialzo oggi alla Borsa svizzera. Dopo una giornata altalenante gli indici si sono letteralmente impennati nel tardo pomeriggio, in seguito al dato relativo all'indice PMI di Chicago - salito a sorpresa in giugno - e all'approvazione da parte del Parlamento greco del piano di attuazione del programma di austerità a medio termine. L'indice dei valori guida SMI ha terminato la seduta in crescita dell'1,40% a 6'187,07 punti e quello allargato SPI dell'1,41% a 5'684,50 punti.

Non hanno invece particolarmente influenzato i mercati i dati giunti oltreoceano relativi alle richieste di sussidio di disoccupazione della settimana scorsa, calate di sole 1.000 unità a quota 428.000. Gli economisti puntavano su un ribasso a 420.000 unità.

Tra le blue chip - tutte in positivo - il titolo che ha registrato i maggiori guadagni è stato Lonza con una crescita del 5,45% a 65,80 franchi. Il gruppo ha annunciato che da domani aumenterà il tempo di lavoro al sito di Visp (VS): per 18 mesi tutti i dipendenti lavoreranno in media 43 ore contro le 41 attuali. Il franco forte e il suo impatto sugli affari del gruppo basilese sono la principale ragione di questa disposizione.

Tra i pesi massimi difensivi, Novartis ha guadagnato l'1,88% a 51,50 franchi, Nestlè lo 0,97% a 52,25 franchi e Roche lo 0,50% a 140,70 franchi. Quest'ultima ha pubblicato due informazioni - una cattiva e una buona - su Avastin. Ieri i vertici dell'autorità sanitaria americana FDA hanno votato contro l'utilizzo del farmaco per combattere il tumore al seno. Gli esperti statunitensi ritengono il medicinale del gruppo farmaceutico basilese non efficace e nemmeno sicuro. La buona notizia è che la Commissione europea ha esteso il campo di applicazione attuale di Avastin in caso di cancro al seno con metastasi, dopo aver recentemente confermato l'omologazione del medicinale associato alla chemioterapia.

Bene i titoli bancari dove a guidare la classifica è Julius Bär con una crescita del 2,51% (a 34,73 franchi), seguita da UBS (+2,20% a 15,33 franchi) e Credit Suisse (+1,18% a 32,70 franchi). Il numero uno bancario elvetico ha comunicato oggi che intende rafforzare le proprie attività di gestione patrimoniale in Asia e che da inizio anno ha già assunto oltre 200 consulenti. Quanto ai titoli assicurativi: Swiss Re è salita del 2,43% a 47,21 franchi e ZFS del 2,36% a 212,60 franchi.

Tra le altre blue chip da notare anche i guadagni di Actelion e Transocean rispettivamente in rialzo del 2,81% (a 41,41 franchi) e del 2,43% (a 54,70 franchi).

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