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Borsa svizzera: chiusura in rialzo (SMI +0,15%)

Questo contenuto è stato pubblicato il 21 luglio 2010 - 17:55
(Keystone-ATS)

ZURIGO - La Borsa svizzera ha chiuso in rialzo una seduta interamente positiva. Nel finale gli indici hanno però nettamente ridotto i guadagni. Dopo aver toccato quota 6174.58, l'SMI ha terminato in crescita dello 0,15% a 6132.66 punti. L'SPI ha concluso con un +0,24% a 5426.68 punti.
Nel primo pomeriggio i listini sono stati favoriti dai risultati trimestrali positivi delle banche americane Morgan Stanley e Wells Fargo. Inoltre stando ad osservatori vi è stato un recupero dopo le perdite degli ultimi giorni. Dopo che Wall Street è virata in negativo anche gli indici svizzeri si sono indeboliti.
Tra le blue chip in evidenza Julius Bär, salita del 6,34% a 34.04 franchi grazie a risultati semestrali superiori alle attese. Bene anche Credit Suisse (+2,38% a 44.25 franchi), che domani pubblicherà i dati semestrali, e UBS (+1,47% a 15.20 franchi).
Rialzi consistenti pure per Adecco (+3,42% a 52.85 franchi), ABB (+2,93% a 19.65 franchi), che pure presenterà domani i risultati semestrali, Richemont (+2,60% a 39.93 franchi) e Swatch Group (+2,32% a 322 franchi). Questi ultimi due titoli sono sempre spinti dalle cifre sulle esportazioni orologiere pubblicate ieri.
Sotto pressione invece Roche (-4,20% a 137 franchi), dopo che una commissione consultiva ha raccomandato all'autorità sanitaria americana, la FDA, di revocare l'autorizzazione dell'Avastin per il trattamento del cancro al seno. L'altro colosso farmaceutico, Novartis, è sceso dello 0,97% a 51.25 franchi mentre il terzo peso massimo difensivo, Nestlé, è salito dell'1,04% a 53.30 franchi.
A parte Roche e Novartis, hanno chiuso in flessione anche Transocean (-2,53% a 50.05 franchi), Synthes (-2,44% a 119.70 franchi) e Actelion (-1,11% a 40.95 franchi).
Nel mercato allargato da segnalare che Meyer Burger ha guadagnato il 2,94% a 28 franchi. Il produttore zughese di macchine di precisione per l'industria fotovoltaica ha ottenuto una commessa di oltre 60 milioni di franchi dalla società sudcoreana Nexolon.

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