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ZURIGO - Incerta in mattinata, la Borsa svizzera è scivolata chiaramente in territorio negativo dopo la pubblicazione del dato sulle nuove costruzioni di case negli Usa a giugno, crollate ai minimi da ottobre 2009, e della trimestrale deludente di Goldman Sachs. Recuperando un po' di terreno nell'ultima parte di seduta, l'SMI ha chiuso in flessione dello 0,54% a 6123.42 punti, l'SPI dello 0,56% a 5413.62 punti.
L'indice principale è stato trainato al ribasso soprattutto dai pesi massimi difensivi Nestlé (-0,66% a 52.75 franchi), Novartis (-1,05% a 51.75 franchi) e Roche (-0,69% a 143 franchi).
UBS e Credit Suisse, appesantiti dal crollo dei risultati dell'americana Goldman Sachs (utile netto in calo dell'82% nel secondo trimestre), hanno recuperato le perdite e chiuso in progressione rispettivamente dello 0,07% a 14.98 franchi e dello 0,14% a 43.22 franchi. Julius Bär invece non ce l'ha fatta a risalire sopra la linea di demarcazione (-0,77% a 32.01 franchi).
Oltre alle due grandi banche, tra le blue chip hanno terminato sopra la parità soltanto Actelion (+2,02% a 41.41 franchi) dopo l'annuncio di risultati semestrali positivi nonché Swatch Group (+1,22% a 314.70 franchi) e Richemont (+0,78% a 38.92 franchi) in seguito alla pubblicazione dei dati sulle esportazioni orologiere svizzere in giugno, progredite del 35% rispetto allo stesso mese del 2009.
In forte flessione Synthes (-2,46% a 122.70 franchi), Adecco (-2,29% a 51.10 franchi) nonché Lonza (-1,47% a 70.30 franchi), Swiss Re (-1,46% a 45.99 franchi) e Swisscom (-1,33% a 385.90 franchi).
Nell'indice allargato da segnalare Micronas (+5,35% a 4.73 franchi) grazie a dati semestrali superiori alle attese.

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SDA-ATS