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Dopo un avvio in calo, gli indici della Borsa svizzera si sono portati in mattinata sopra la linea di demarcazione e da allora hanno ampliato sempre più i guadagni. L'SMI ha chiuso in progressione dell'1,01% a 6'319.23 punti, l'SPI dello 0,95% a 5'744.20 punti.

Dopo le turbolenze delle ultime settimane lo stato d'animo degli investitori si è un po' calmato, ha dichiarato un operatore citato dalla Reuters. Tuttavia con notizie negative la situazione potrebbe cambiare rapidamente. La catastrofe in Giappone e la guerra in Libia sono finite in secondo piano dopo la bocciatura della manovra economica in Portogallo, con le conseguenti dimissioni del premier José Socrates. Il paese rischia di aver bisogno di un piano di salvataggio UE-FMI. Stando al ministro delle finanze belga, "se ci sarà una richiesta da parte del Portogallo" l'UE sarà pronta ad intervenire.

Dagli Stati Uniti sono giunti nel pomeriggio dati congiunturali contrastanti, che non hanno tuttavia influito sui listini elvetici. Mentre le richieste di sussidio di disoccupazione sono diminuite la scorsa settimana di 5'000 unità a quota 382'000, in linea con le stime, gli ordini di beni durevoli sono scesi a sorpresa dello 0,9% a febbraio, contro previsioni per un rialzo dell'1,2%.

Tra le blue chip in evidenza i due gruppi del lusso Swatch Group, salito del 3,33% a 403 franchi, e Richemont, che ha guadagnato il 2,15% a 52.25 franchi, con il salone mondiale dell'orologeria che ha aperto i battenti oggi a Basilea.

Bene anche Holcim (+2,25% a 68.25 franchi), Adecco (+2,11% a 60.60 franchi), ABB (+1,64% a 21.72 franchi), Syngenta (+1,54% a 296.10 franchi), Novartis (+1,44% a 50 franchi) e Lonza (+1,33% a 76.35 franchi), nonché i bancari Julius Bär (+1,36% a 40.38 franchi) e UBS (+1,08% a 16.80 franchi). Il Credit Suisse è salito dello 0,31% a 39.12 franchi. Quanto agli altri pesi massimi, Nestlé è avanzata dello 0,68% a 51.70 franchi e Roche dello 0,46% a 130.30 franchi.

Nel listino allargato da segnalare che Gottex ha perso il 5,56% a 6.80 franchi dopo aver annunciato per lo scorso anno una perdita netta di 3 milioni di dollari, a fronte di un utile di 7,1 milioni nel 2009. Dufry, che ha realizzato lo scorso anno un giro d'affari di 2,61 miliardi di franchi (+9,7%) e un utile netto di 144,8 milioni (+48,8%), ha ceduto il 7,36% a 99.50 franchi, mentre Bucher, che ha rilevato la società americana Krause Corporation (veicoli agricoli), è cresciuta del 3,05% a 203 franchi.

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SDA-ATS