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La Borsa svizzera termina la settimana con una seduta trascorsa interamente sopra la linea di demarcazione: l'indice dei valori guida SMI ha chiuso a 8701,61 punti (+0,31% rispetto a ieri), mentre il listino globale SPI era in progressione dello 0,30% a 8593,67 punti.

Oggi non vi sono state informazioni congiunturali di rilievo. Anche sul fronte delle imprese non sono stati comunicati dati importanti. L'attenzione era rivolta all'evoluzione sui mercati delle materie prime, esposti a qualche fluttuazione. In particolare, l'elevato prezzo del petrolio a causa del conflitto in Iraq avrebbe potuto ripercuotersi su alcuni titoli, ritenevano gli osservatori.

I pesi massimi difensivi hanno chiuso tutti in progressione (Roche +0,98% a 269,00 franchi, Novartis +0,25% a 81,40 franchi e Nestlé +0,43% a 69,70 franchi). L'andamento è ancora più netto per SGS (+1,30% a 2190,00 franchi). In forte crescita anche Actelion (+2,34% a 113,50 franchi).

Credit Suisse (CS) ha perso (-0,56% a 26,74 franchi). Secondo la banca Berenberg, CS rischia di essere obbligato dalla Banca nazionale svizzera (BNS) ad aumentare il capitale per raggiungere più rapidamente gli obiettivi fissati per il "leverage ratio".

UBS (-0,12% a 17,10) deve fare i conti con le indagini contro il responsabile della filiale belga Marcel Brühwiler che, oltre ad essere sospettato di riciclaggio di denaro e frode fiscale per la procura di Bruxelles potrebbe appartenere ad un'organizzazione criminale.

In forte perdita Holcim (-1,31% a 79,20). In evidenza invece Transocean (+1,69% a 40,80 franchi).

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SDA-ATS