Giornata interamente in territorio positivo quella odierna per la Borsa svizzera. Alla fine delle contrattazioni l'indice dei valori guida SMI ha chiuso in crescita dello 0,32% a 8'178,90 punti e quello allargato SPI in progressione dello 0,21% a 8'057,91 punti.

Nel finale di seduta - sulla scia di Wall Street che ha risentito del taglio delle stime dell'FMI sull'andamento dell'economia mondiale e del calo del prezzo del petrolio - l'euforia che regnava sui listini del Vecchio Continente si è un po' affievolita. A spingere i mercati hanno contribuito il balzo della fiducia degli investitori tedeschi (Zew) nonché il crescente interesse per le prossime mosse della Bce in tema di acquisto di titoli di stato.

A Zurigo, i maggiori guadagni sono stati messi a segno dai bancari: Julius Bär ha chiuso con un +2,08% (a 37,31 franchi), Credit Suisse - che oggi ha annunciato che la decisione della BNS di abolire la soglia minima franco/euro non avrà alcun impatto sui fondi propri - ha guadagnato l'1,74% (a 19,31 franchi), mentre UBS è avanzata dello 0,35% (a 14,43 franchi).

Bene anche i titoli assicurativi con Zurich (+0,45% a 291,70 franchi) e Swiss Re (+0,64% a 79,15 franchi).

Contrastati i pesi massimi difensivi, con Nestlé che ha perso lo 0,30% (a 66,90 franchi), Novartis che ha guadagnato lo 0,91% a 88,85 franchi e Roche lo 0,67% (a 255,10 franchi).

Tra i titoli del lusso - che oggi hanno annunciato che potrebbero aumentare i prezzi nella zona euro - Richemont ha terminato in crescita dello 0,14% a 73,30 franchi, mentre Swatch ha perso lo 0,83% a 360,30 franchi.

Fra i titoli più sensibili alla congiuntura, soltanto Adecco ha chiuso in positivo (+1,06% a 61,70 franchi). Male invece Holcim (-1,29% a 61,10 franchi), Geberit (a -0,55% a 306,80 franchi) e ABB -0,35% (a 17,13 franchi).

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