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La seduta prosegue in forte ribasso alla borsa svizzera, sulla scia di quanto sta accadendo su tutte le piazze mondiali: alle 11.30 l'indice dei valori guida SMI segnava 8608,87 punti, in flessione del 2,16% rispetto a venerdì.

Il listino globale SPI perdeva il 2,18% a 8757,84 punti. Il mercato conferma quindi la tendenza della settimana scorsa, con l'SMI che ha lasciato sul terreno quasi il 6%, la peggiore performace dopo quella registrata nel periodo dell'abolizione del cambio minimo euro/franco.

A preoccupare sono in particolare gli sviluppi congiunturali in Cina - le borse locali hanno oggi lasciato sul terreno l'8% - e la debolezza delle valute dei paesi emergenti. Anche la contrazione del prezzo del petrolio e del rame fanno pensare a una recessione in arrivo.

A livello di singoli titoli le vendite interessano in particolare Transocean (-5,64%), ABB (-2,29%), Credit Suisse (-2,93%) e UBS (-2,14%), ma non risparmiano nemmeno i pesi massimi difensivi Nestlé (-2,39%), Novartis (-2,09%) e Roche (-1,99%). Limitano i danni solo Swisscom (-1,24%) e LafargeHolcim (-0,74%).

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SDA-ATS